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Tra Egitto ed Etiopia è ancora guerra per l’acqua del Nilo

By   /   27 Febbraio 2020  /   Commenti disabilitati su Tra Egitto ed Etiopia è ancora guerra per l’acqua del Nilo

Il Nilo, con i suoi affluenti Nilo Bianco e Nilo Azzurro, torna protagonista della Storia. Le sue acque e il limo, depositato dopo le inondazioni, sono stati per l’Egitto una grande risorsa e un’importante fonte di sostentamento per le popolazioni che vivevano lungo le sue sponde.

L’utilizzo del fiume Nilo è stato per decenni materia di discussione nelle politiche Mediorientali e del Corno d’Africa. Vari paesi, tra cui Uganda, Sudan, Etiopia e Kenya hanno spesso lamentato il dominio egiziano riguardo alla sua risorsa idrica.

Perciò, l’idea di una diga sul Nilo Azzurro è da sempre stata perseguita dall’Etiopia che però non avendo la forza politica e finanziaria per attuarla, ha dovuto desistere. Fino al 2011 quando ha iniziato a costruire la sua grande diga idroelettrica, il Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il cui invaso, quando sarà completato e riempito, avrà la capacità totale è di 74 miliardi di metri cubi. La centrale idroelettrica dovrebbe produrre oltre 6.000 megawatt di elettricità e diventare la più grande diga idroelettrica dell’Africa.

Questo rappresenta una minaccia per l’Egitto poiché teme che la diga possa ridurre la sua quota annuale di 55,5 miliardi di metri cubi di acqua e perciò chiede che la diga si riempia più lentamente possibile, per evitare gli effetti negativi della carenza d’acqua.

La disputa è quindi tra l’Etiopia che tenta di strappare alla povertà milioni di persone e l’Egitto che ha paura di vedere ridotta la sua fonte di approvvigionamento idrico. Tra i due litiganti, si inserisce anche il Sudan che, nonostante le preoccupazioni egiziane, guarda invece ai futuri benefici della costruzione GERD.

Questo è il punto principale dei colloqui che da anni si sono susseguiti senza risultati. Gli Stati Uniti, su richiesta dell’Egitto, e la Banca Mondiale si sono fati promotori di un incontro finale a Washington, da tenersi il prossimo 27 e 28 febbraio, per sancire un accordo finale sulle regole di riempimento e gestione del GERD.

Ai colloqui di fine febbraio però la delegazione etiope ha fatto sapere che non parteciperà, poiché, secondo l’Agenzia statale Ethiopian News Agency (ENA), il Ministero degli Esteri etiope lamenta che le consultazioni trilaterali non sono ancora concluse, mentre i Ministri egiziani degli Esteri e delle Risorse Idriche e dell’Irrigazione hanno già dato la loro adesione.

Tra l’altro, il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, dopo la sua recente visita in Etiopia ha dichiarato che l’accordo potrebbe richiedere mesi in quanto resta ancora molto lavoro da fare. La diga infatti è stata completata solo al 70%. Anche se l’Etiopia ha annunciato che inizierà il suo riempimento a luglio, con l’inizio della prossima stagione delle piogge. Ciò alza il livello di preoccupazione dell’Egitto che sperava di chiudere la questione proprio a Washington.

 

di Vito Di Ventura 

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