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Weinstein riconosciuto colpevole di violenza sessuale e stupro

By   /   25 Febbraio 2020  /   Commenti disabilitati su Weinstein riconosciuto colpevole di violenza sessuale e stupro

Harvey Weinstein, il 67enne ex magnate di Hollywood e vincitore del premio Oscar con il film “Shakespeare in Love , è stato riconosciuto colpevole di aggressione sessuale e stupro, ma è stato assolto dalle più gravi accuse di aggressione sessuale predatoria. Rischia una condanna da 5 a 25 anni, ma non l’ergastolo a vita. La sentenza verrà formalizzata il prossimo 11 marzo.

La giuria, composta da 7 uomini e 5 donne ha ritenuto il produttore colpevole di atti sessuali criminali di primo grado e stupro di terzo grado, mentre si è detta perplessa sugli altri capi d’accusa.

Si tratta di una parziale vittoria del movimento #MeToo che ha scatenato non solo una valanga di accuse contro il fondatore di Miramax, ma un movimento di protesta globale contro la violenza sulle donne, contro tutti gli uomini che abusano del loro potere. Anche la fondazione Time’s Up, formata sulla scia del caso Weinstein e di #MeToo, ha salutato il verdetto come “una nuova era di giustizia” e in una nota si legge: “I maltrattatori ovunque e le potenti forze che li proteggono dovrebbero essere avvisati: non si può tornare indietro”.

Al processo oltre 80 donne hanno accusato Weinstein di abusi sessuali, ma la giuria ha considerato solo quelle relative all’ex attrice Jessica Mann, abusata nell’hotel BoubleTree e l’ex assistente alla produzione Mimi Haleyi, costretta ad un rapporto orale poiché aveva il ciclo mestruale. Altre 4 vittime, l’attrice dei «Sopranos» Annabella Sciorra, Tarale Wulff, Dawn Dunning e Lauren Young, erano state ammesse a raccontare le violenze subite per confermare il carattere predatorio di Harvey, anche se le loro testimonianze non potevano essere perseguite per decorrenza termini.

L’accusa ha descritto Weinstein come un predatore connivente che ha chiesto sesso in cambio dell’accesso al mondo cinematografico, ma non ha presentato prove forensi o testimonianze. 

Per la difesa, rappresentata dall’avvocatessa Donna Rotunno, le donne avevano la loro responsabilità e che, mentre prima avevano accettato i rapporti, solo quando sui giornali è scoppiato il caso si sono ricordati di denunciare, probabilmente allo scopo di sfilargli un po’ di soldi. Infatti, molte di loro hanno continuato ad avere buoni rapporti con il Weinstein.

Per la procuratrice Joan Illuzzi le vittime avevano paura di esporsi, e che i predatori come Weinstein usano il proprio potere per continuare a tenerle sotto controllo, minacciando di distruggere le loro vite se li tradiscono. L’accusa ha perciò chiesto alla giuria di credere alle donne. Per il procuratore Cyrus Vance questo giudizio «ha cambiato la storia della lotta contro la violenza sessuale», perché finalmente le donne che hanno testimoniato sono state ascoltate e credute.

Adesso i riflettori sono puntati a Los Angeles, dove le accuse di Young fanno parte di un’indagine separata sui crimini sessuali, tra cui quella contro Asia Argento.

 Weinstein, che in aula si era presentato con un deambulatore, è stato tradotto nel penitenziario di Rikers Island, il più duro e malfamato di New York.

 

di Vito Di Ventura

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