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Chi beve tè vive più a lungo

By   /   15 Febbraio 2020  /   Commenti disabilitati su Chi beve tè vive più a lungo

Bere tè almeno tre volte a settimana allunga la vita e la rende più sana. Questo è il dato che emerge da una ricerca pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiology. “Il consumo abituale di tè è associato a minori rischi di malattie cardiovascolari e morte in generale e non solo per malattie cardiache”, ha affermato il dott. Xinyan Wang coautore del lavoro e membro dell’Accademia cinese delle Scienze Mediche di Pechino. “Gli effetti benefici sulla salute sono i più efficaci per il tè verde e per i bevitori abituali di tè”.  L’analisi ha incluso 100.902 partecipanti al progetto China-PAR2 senza storia di infarto, ictus o cancro. I partecipanti sono stati classificati in due gruppi: bevitori di tè abituali (tre o più volte a settimana) e bevitori di tè non abituali (meno di tre volte a settimana) e seguiti per una media di 7,3 anni. Si è visto che i bevitori di tè abituali di 50 anni, che durante lo studio avevano sviluppato malattie coronariche e ictus, vivevano 1,26 anni più a lungo di quelli che non avevano mai o raramente bevuto tè. Rispetto a coloro che non bevevano il tè in maniera abituale, i consumatori abituali di tè avevano un rischio inferiore del 20% di malattie cardiache e ictus, un rischio inferiore del 22% di malattie cardiache e ictus fatali e una riduzione del 15% del rischio di morte diverse cause.  Il Dr. Dongfeng Gu, autore senior dello studio ha dichiarato: “Gli effetti protettivi del tè erano più pronunciati nel gruppo abituale di bevitori di tè. Studi sul meccanismo hanno suggerito che i principali composti bioattivi nel tè, in particolare i polifenoli, non vengono immagazzinati nel corpo. Per un effetto cardioprotettivo, pertanto, potrebbe essere necessaria una frequente assunzione di tè per un lungo periodo”. In una sottoanalisi per tipo di tè, il consumo di tè verde è stato associato a circa il 25% in meno di rischi per infarto e ictus, malattie cardiache e ictus fatali e morte cause diverse. Non sono state trovate invece associazioni significative benefiche per il tè nero. Il Dr. Gu ha osservato che una preferenza per il tè verde è prevalente per la popolazione asiatica: “Nella popolazione studiata il 49% dei bevitori abituali di tè consumava il tè verde più frequentemente, mentre solo l’8% preferiva il tè nero. La piccola percentuale di abituali bevitori di tè nero potrebbe rendere più difficile l’osservazione di solide associazioni, ma i nostri risultati suggeriscono un effetto differente tra i diversi tipi di tè”. Potrebbero essere in gioco due fattori. Innanzitutto, il tè verde è una ricca fonte di polifenoli che proteggono dalle malattie cardiovascolari e dai suoi fattori di rischio tra cui ipertensione e dislipidemia. Il tè nero è completamente fermentato e durante questo processo i polifenoli vengono ossidati in pigmenti e possono perdere i loro effetti antiossidanti. In secondo luogo, il tè nero viene spesso servito con il latte, che ricerche precedenti hanno dimostrato che può contrastare gli effetti benefici del tè sulla salute in generale e sulla funzione vascolare. Le analisi specifiche per genere maschile e femminile hanno mostrato che gli effetti protettivi del consumo abituale di tè sono stati più evidenti negli uomini a confronto delle donne. Il dott. Wang ha dichiarato: “Una ragione potrebbe essere che il 48% degli uomini fosse abituale consumatore di tè rispetto a solo il 20% delle donne. In secondo luogo, le donne avevano un’incidenza e una mortalità molto più basse di malattie cardiache e ictus”.

 

Maurizio Lupardini

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