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Coronavirus: quello che dobbiamo sapere.

By   /   2 Febbraio 2020  /   Commenti disabilitati su Coronavirus: quello che dobbiamo sapere.

(Foto: CDC / Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM)

Un virus, in precedenza sconosciuto alla scienza, partito dalla Cina nella città di Wuhan, sta causando una grave malattia polmonare in diversi Paesi del mondo. Si tratta del Coronavirus che fa parte di un’ampia famiglia di virus (al momento ne sono stati individuati sette) che infettano l’uomo e si manifestano con una sintomatologia legata alle vie respiratorie. In Cina il virus ha causato almeno 200 decessi su circa 10.000 casi a livello nazionale. Per evitare o ridurre la diffusione del virus ed il contagio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proclamato l’«Emergenza Internazionale di Salute Pubblica». Tale provvedimento è stato adottato per far si che venga attuata dai diversi Stati, una risposta coordinata a livello internazionale per contrastare la diffusione ed il contagio con il virus. Cosa si conosce del Coronavirus? Come attacca il corpo? Quali sono i sintomi? Esiste una cura o un vaccino? A queste e ad altre domande cercheremo di dare chiarezza sulla base dei dati che i ricercatori hanno pubblicato a tutt’oggi. Un’attenta e dettagliata analisi dei primi 99 pazienti trattati nell’ospedale di Jinyintan, a Wuhan, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, e diffusa dalla BBC, sta fornendo le prime risposte.

Il Coronavirus attacca l’uomo essenzialmente attraverso le vie respiratorie. Sembra iniziare con la febbre, seguita da una tosse secca e poi, dopo una settimana, respiro corto e il ricovero solo per alcuni pazienti con gravi difficoltà respiratorie. Si ritiene che circa un caso su cinque sia grave. In particolare, l’infezione sembra causare raramente sintomi quali “naso che cola” o starnuti.

Tutti i 99 pazienti portati in ospedale avevano la polmonite – i loro polmoni erano infiammati e gli alveoli, dove avviene lo scambio tra l’ossigeno ed il sangue, erano riempiti di liquido. Gli altri sintomi rilevati sono stati:

  • febbre: 82 pazienti;
  • tosse: 81 pazienti; ,
  • difficoltà respiratorie: 31 pazienti;
  • dolori muscolari: 11 pazienti;
  • confusione mentale: 9 pazienti;
  • cefalea: 8 pazienti;
  • mal di gola: 5 pazienti.

I primi due pazienti deceduti a causa del virus, apparentemente sani, erano dei forti fumatori dal lungo tempo. Ciò avrebbe contribuito allo sviluppo della malattia a causa di un apparato polmonare già in sofferenza a causa del fumo di sigarette.

L’incidenza di decessi (tasso di mortalità) è di circa l’11%. Il periodo d’incubazione (periodo trascorso tra infezione e sintomi) del virus varia da un giorno ai 14 giorni. Molti pazienti sviluppano la malattia in maniera così lieve da non essere ricoverati o da essere scambiata per influenza stagionale.

I ricercatori ipotizzano che gli animali vivi venduti nel mercato ittico di Huanan siano stati la fonte dell’infezione, chiamata 2019-nCoV; 49 dei 99 pazienti, infatti, avevano una connessione diretta con il mercato:

  • 47 lavoravano lì, sia come manager che come addetti alle bancarelle;
  • 2 erano acquirenti che erano entrati solo per effettuare compere.

L’età maggiormente colpita va dai 56 anni e ai 67 con una prevalenza del sesso maschile.

I China Centers for Disease Control and Prevention hanno dichiarato che 1,2 uomini sono stati infettati ogni 1,0 donne. Le possibili spiegazioni sono legate al fatto che gli uomini, per motivi sociali o culturali, potrebbero aver avuto maggiori probabilità di essere esposti al virus all’inizio dell’epidemia. Il dott. Li Zhang, dell’ospedale di Wuhan, ha affermato: “La ridotta suscettibilità del sesso femminile alle infezioni virali potrebbe essere attribuita alla protezione dal cromosoma X e dagli ormoni sessuali, che svolgono un ruolo importante nell’immunità”. Le azioni da porre in essere per ridurre o fermare la diffusione del virus sono semplici ma è utile ricordarle:

  • limitare il movimento delle persone;
  • rimanere in casa se si hanno sintomi simili allo stato influenzale;
  • lavarsi frequentemente le mani.

Al momento non vi sono terapie specifiche vero è che proprio stamane il Ministro dellea Salute Roberto Speranza ha annunciato che all’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma, Istituo d’eccellenza per la cura e lo studio delle malattie infettive, è stato isolato il virus. Il merito va a un tema di ricerca quasi tutto al femminile Aver isolato il virus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo”.

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