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RoboCop: edizione definitiva

By   /   18 Dicembre 2019  /   Commenti disabilitati su RoboCop: edizione definitiva

Vivo o morto…tu verrai con me!

Questa frase, ormai iconica rappresenta in maniera perfetta lo spirito di RoboCop. La storia di questo personaggio la conosciamo quasi tutti, ma la riassumiamo per i più giovani.

Murphy, poliziotto onesto di una Detroit allo sbando viene colto di sorpresa da un gruppo di criminali e ucciso brutalmente. Del corpo martoriato di Murphy rimane poco, sembra spacciato, ma la multinazionale senza scrupoli nota come OCP decide di usare quel che resta di Murphy per creare un cyborg poliziotto: RoboCop!

Cosa c’entra Frank Miller con RoboCop? Miller è stato tra i “colpevoli” sceneggiatori di RoboCop2 e RoboCop3. Certo, le sceneggiature di Miller furono riviste e stravolte rispetto all’idea originale, ma comunque per tanti anni RoboCop è stato considerato il passo falso di un autore di culto.

Adesso potrete finalmente togliervi la curiosità: come sarebbero state le storie ideate da Miller senza ritocchi?

Questo volume di RoboCop ricoperto di titanio contiene due storie più un epilogo. RoboCop, RoboCop: l’ultimo baluardo e l’epilogo La rinascita di Detroit.

Le storie principali sono basate sulle sceneggiature di Miller riadattate da Steven Grant mentre l’epilogo è di Ed Brisson.

 

 

Nella prima storia ci troviamo con una Detroit allo sbando. C’è uno sciopero della polizia in atto e per le strade della città non si può uscire senza rischiare la vita. Inoltre la malvagia OCP continua ancora a voler realizzare il progetto di Delta City. Ovviamente alla OCP non interessa nulla del benessere dei cittadini e agisce incurante della vita della popolazione.

L’unico baluardo della città è RoboCop. Ma anche il poliziotto cyborg necessita di riposo. La trama di questa prima avventura scorre veloce, tra le macchinazioni della OCP e il gruppo di mercenari assoldati per sostituire la polizia di Detroit. Una storia che colpisce veloce e violenta come un proiettile. La potenza di questa storia è amplificata grazie e soprattutto allo stile inconfondibile di Juan Josè Ryp. L’artista iberico ci delizia con tavole piene di dettagli e dallo stile grottesco. Inoltre i colori quasi psichedelici della storia rendono la lettura un vero e proprio trip mentale.

La seconda storia del volume è più classica, sia come stile grafico che come sceneggiatura. RoboCop è rimasto l’ultimo baluardo di Detroit. Per assurdo il meno umano è quello che si rivela essere il più umano di tutti.

Mentre la OCP trama alle spalle della città si fanno avanti anche i giapponesi della Kanemitsu corporation.

 

 

Proprio dal Giappone arriverà la sfida più pericolosa per RoboCop, una nuova forma di cyborg dalle prestazioni altissime che metterà alle strette il protettore di Detroit. La parte grafica di questa storia è opera di Korkut Oztekin.

Anche l’epilogo del fumetto è disegnato da Oztekin. In questa storia, che chiude il ciclo di Miller, vediamo come Detroit dopo aver lottato finalmente è pronta ad un nuovo inizio.

Alla fine RoboCop dietro alla sue storie piene di violenza, oscurità e distopia nasconde sempre un messaggio positivo, di rinascita. Dietro all corruzione, alla cattiveria, al male c’è sempre una scintilla di ottimismo; nel caso di questa serie l’ottimismo è rappresentato dal protagonista: RoboCop.  In effetti all’uscita del primo film il regista Paul Verhouven dichiarava che secondo lui la figura del robot di Detroit (e di Murphy) era ispirato a Cristo, in particolare per quanto riguarda il tema della resurrezione.

Cosa dire del volume edito dalla SaldaPress? Semplicemente splendido. Lucido e metallico, pesante, massiccio, manca solamente la fondina nascosta per la pistola. Scherzi a parte è un fumetto ed un oggetto veramente bello. Inoltre stiamo parlando di un volume con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Visto che siamo alle vigilia delle festività, io lo consiglierei come regalo di Natale sia per i lettori di fumetti che per gli appassionati di cinema.

Un mito degli anni 80 che torna in maniera prepotente, questa volta non dallo schermo ma dalle pagine di un fumetto.

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