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La Turchia pronta a inviare truppe in Libia

By   /   11 Dicembre 2019  /   Commenti disabilitati su La Turchia pronta a inviare truppe in Libia

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista alla televisione di stato TRT, si è detto pronto ad inviare soldati in Libiase invitato” dal governo di Fayez al-Sarraj, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale ma che in pratica controlla solo il 10% del Paese.

La Turchia, nelle scorse settimane, ha firmato con la Libia un accordo per la difesa dei confini marittimi, teso a rafforzare il controllo del governo di Tripoli dopo che la capitale è stata oggetto di attacchi da parte delle forze del generale Kalifa Haftar.

L’accordo acuisce i rapporti con Grecia, Cipro, Egitto, Israele e Italia, poiché, oltre a garantire alla Turchia il diritto di usare lo spazio aereo e le acque libiche e la possibilità di stabilire una base militare sul suo territorio, ripartisce tra i due contraenti (Libia e Turchia) le zone economiche esclusive relative al mar Mediterraneo Orientale, escludendo di fatto gli altri su accennati Paesi.

La trivellazione di petrolio e gas presenti nell’area, come è noto, doveva essere effettuata nell’area di interesse cipriota dall’Eni, ma la Turchia bloccò, inviando navi da guerra e sue navi da trivellazione, nonostante gli avvertimenti e le sanzioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Anzi, nell’intervista Edogan ha anche alluso al progetto del gasdotto che da Israele e Cipro dovrebbe portare gas in Europa, sottolineando che lo stesso non potrà attraversare le nuove acque territoriali turche senza il loro consenso.

Ma in Libia, la Turchia gioca anche un importante confronto geopolitico con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto che sostengono invece il generale Haftar. Di contro, la Turchia ha stretto rapporti con il loro nemico, il Qatar, sostenendolo nella crisi con i Paesi del Golfo e dove ha installato anche una base militare in Doha.

Per Ankara, l’invio eventuale di truppe in Libia non costituirebbe violazione all’embargo ONU che parla di vendite di armi e non di invio di truppe. Embargo che di fatto non è stato rispettato né dalla Turchia, che ha finora inviato decine di blindati e droni, né dai sostenitori di Haftar.

 

di Vito Di Ventura

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