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Dipendenza da smartphone: giovani a rischio

By   /   2 Dicembre 2019  /   No Comments

Una ricerca condotta dagli psichiatri del King’s College di Londra ha rilevato che all’incirca un quarto dei giovani nella fascia compresa tra i 16 ed i 25 anni soffrono di “dipendenza da smartphone”. Lo studio afferma che un comportamento così “uncinante” nei confronti del proprio telefonino fa si che le persone alle quali viene negato l’accesso costante allo smartphone sperimentano dei veri e propri attacchi di panico o intensi stati d’ansia. Tali dipendenze hanno “gravi conseguenze” per la salute mentale dei giovani. La ricerca, pubblicata su BMC Psychiatry, ha analizzato 41 studi che hanno coinvolto 42.000 giovani che mostravano un uso problematico degli smartphone. E’ stato rilevato che il 23% aveva un atteggiamento di dipendenza con sintomi correlati quali: l’ansia per non essere in grado di usare il telefono per dialogare con gli amici, non essere in grado di gestire il tempo trascorso sul telefonino e, in particolar modo, il vissuto di perdita del tempo per non poter svolgere altre attività più coinvolgenti o di diversa natura. Tale comportamento di dipendenza potrebbe essere collegato ad altri problemi, afferma lo studio, come stress, umore depresso, mancanza di sonno e scarsi risultati scolastici. “Gli smartphone sono una realtà che non potrà essere cancellata ma è necessario capire come utilizzarli senza che la salute mentale e fisica dei giovani ne risenta”, afferma uno degli autori del rapporto, Nicola Kalk, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College di Londra. “Non sappiamo con precisione se sia lo stesso smartphone a creare dipendenza o le app che le persone consultano in maniera ossessiva”, ha affermato il dott. Kalk. “Tuttavia, è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso dello smartphone nei bambini e nei giovani e i genitori dovrebbero conoscere il tempo trascorso dai loro figli sui telefoni cellulari”. La coautrice del lavoro Samantha Sohn, ha affermato che le dipendenze “possono avere gravi conseguenze sulla salute mentale e sulla vita e le attività quotidiane dei giovani, quindi è necessario approfondire le conoscenze su come si arrivi ad usare gli smartphone in maniera problematica o francamente patologica”.

Che fare allora? Bisogna essere attenti alle ore passate davanti al cellulare da parte dei giovani e insegnare loro, sin da piccoli, a svolgere attività quanto più possibili socializzanti. Lo sport di squadra, qualunque esso sia (es.: rugby, pallavolo, pallacanestro, pallanuoto, ecc.), è di sicuro la prevenzione migliore che possiamo insegnare ai ragazzi di oggi. Anche l’esempio degli adulti è indispensabile. Dovremmo forse imporci di passare almeno un’ora con in nostri figli per ogni minuto perso a consultare in maniera inutile e reiterata il nostro smartphone.

Maurizio Lupardini

 

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