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Ancora una chiesa come obiettivo in Burkina Faso

By   /   2 Dicembre 2019  /   No Comments

Il bilancio dell’ennesimo attacco terroristico contro i cattolici è di 14 morti e diversi feriti. Questa volta è toccato alla chiesa Protestante della città di Hantoukoura, ai confini con il Niger.

L’attacco è avvenuto ieri mattina durante la messa domenicale da parte di un gruppo di fuoco non ancora identificato, ma che gli inquirenti ritengono appartenere al gruppo islamico che fa capo ad al-Queda o allo Stato Islamico. Gli attentatori sono fuggiti a bordo di uno scooter.

Questo non è il primo attacco terroristico nel Burkina Faso, dove la popolazione, per 2/3 di religione musulmana e 1/3 cristiana, conviveva pacificamente fino all’arrivo di gruppi terroristici che colpiscono indifferentemente cristiani e musulmani, poiché, questi ultimi, ritenuti poco radicalizzati.

Il Burkina Faso, confinando con il Mali e con il Niger, è diventato, come tutta l’Africa Subsahariana, terra di proliferazione dei gruppi terroristici più estremisti. In particolare nell’area confinante con il Mali l’ondata islamista ha provocato oltre 700 vittime e, secondo fonti ONU,  oltre 500 mila sfollati.

L’attentato più grave è avvenuto all’inizio di novembre nei presi di Koutougou contro un convoglio di minatori canadesi della Semafo – una società specializzata nell’estrazione dell’oro – diretto alla miniera di Boungou, per l’esplosione di un IED (Ordigno Esplosivo Improvvisato) che ha provocato la morte di  37 persone e il ferimento di oltre 60. 

 

di Vito Di Ventura

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