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L’Iran scopre un nuovo giacimento di petrolio

By   /   11 Novembre 2019  /   Commenti disabilitati su L’Iran scopre un nuovo giacimento di petrolio

Lo ha annunciato ieri il Presidente Hassan Rouhani in un discorso nella città di Yazd, ripreso dalla TV nazionale, precisando che il nuovo filone aumenterà le attuali riserve petrolifere nazionali di oltre un terzo.

Il nuovo giacimento si troverebbe nei pressi della città di Omidiyeh, nella provincia sud ovest di Khuzestan, a 200 chilometri dal confine con l’Iraq. Il petrolio grezzo è stato trovato ad una profondità di circa 80 metri e si stima abbia una capacità di 53 miliardi di barili. Il nuovo sito diventerebbe il secondo dopo quello di Ahvaz, con 65 miliardi di barili. 

L’Iran è il quarto produttore di petrolio e il secondo, dopo il Qatar, di gas naturale. Con la nuova scoperta diventerebbe il terzo produttore, scavalcando l’acerrima rivale, Arabia Saudita.

Tuttavia, occorrerà vedere ora quanto di questo petrolio potrò essere esportato e quindi contribuire a sollevare il Paese dalla crisi economica in cui l’hanno portate le sanzioni americane, imposte dopo il ritiro dall’accordo sul nucleare, nonostante gli altri firmatari dell’accordo Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Unione Europea, avessero tentato in tutti i modi di scoraggiare.

Lo scorso maggio, Trump aveva tolto le sanzioni temporanee agli 8 maggiori importatori di petrolio iraniano, facendo però pressioni su Cina, India e Turchia affinché trovassero altre fonti di approvvigionamento. L’Iran ha risposto a Washington riprendendo il programma nucleare,  l’arricchimento dell’uranio e la costruzione di nuove centrali.

Le sanzioni hanno prodotto gravi danni all’economia iraniana, provocando un aumento dell’inflazione e dei prezzi di importazione. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (IMF) la crescita economia iraniana quest’anno dovrebbe segnare un meno 9,5 %, la peggiore dal 1984, gli anni della guerra con l’Iraq, ma dovrebbe migliorare il prossimo anno.

La tensione tra Iran e Stati Uniti resta altissima e alcuni mesi fa si era addirittura sfiorata una possibile guerra dopo gli attacchi alle installazioni petrolifere saudite e l’abbattimento di un drone americano. 

 

di Vito Di Ventura

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