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La Commissione di Venezia in Albania

By   /   11 Settembre 2019  /   Commenti disabilitati su La Commissione di Venezia in Albania

Una delegazione della Commissione per la Democrazia attraverso il Diritto, nota come Commissione di Venezia, ha incontrato per oltre un’ora i membri della Commissione Parlamentare albanese, presieduta dalla socialista Ulsi Manja, che sta investigando sulla possibile destituzione del Presidente, Ilir Meta.

La Commissione Parlamentare d’Investigazione albanese presenterà i suoi risultati entro il 9 ottobre della Commissione di Venezia verrano resi noti nella prossima sessione prevista per l’11 ottobre. In tale occasione verrà quindi deciso se il Presidente Meta agì correttamente, emanando il decreto presidenziale con cui cancellava la data delle elezioni dello scorso 30 giugno rinviandole 13 ottobre.

Per quel decreto, ben 55 parlamentari socialisti – partito al governo – presentò, per la prima volta nella storia della giovane Repubblica albanese, una richiesta di impeachment nei confronti del Presidente Meta; richiesta che, tra l’altro, non poteva essere portata avanti poiché sia la Corte Costituzione, da almeno 2 anni, e sia la Corte Suprema, non esistono, in quanto entrambe prive dei membri necessari.

La Commissione di Venezia, dal nome della città in cui si riunisce, è un organo consultivo del Consiglio d’Europa istituito nel 1990.  La Commissione, presieduta dall’italiano Gianni Buquicchio, elabora norme e consigli in materia costituzionale, cioè fa sì che le varie costituzioni nazionali siano conformi a quella europea, ma opera anche nell’area delle elezioni e referendum. Ed è proprio per quest’ultimo aspetto che la Commissione si è recata in Albania.

La delegazione della Commissione ha incontrato numerosi dirigenti e personalità della società albanese,  i leader della maggioranza e dell’opposizione e il Presidente Meta.

Quest’ultimo, nella sua audizione davanti alla Commissione Parlamentare Inchiesta, ha respinto ogni responsabilità, motivando l’emissione del decreto di rinvio della data delle elezioni sia per evitare possibili incidenti di piazza – pare fosse in programma di dare fuoco al Parlamento –– e sia per votare in prossimità delle decisioni del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea in merito all’accesso dell’Albania in Europa insieme alla Macedonia del Nord, per mandare all’Europa un chiaro messaggio di democrazia e volontà popolare.

 

di Vito Di Ventura

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