Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Iran: la battaglia di una donna per guidare una moto

By   /   20 Agosto 2019  /   Commenti disabilitati su Iran: la battaglia di una donna per guidare una moto

Ogni giorno in Iran le donne sfidano le restrizioni in vigore nel paese con l’obiettivo di conquistare quelle libertà ancora negate. Il Center for Human Rights in Iran ha raccontato la battaglia di una donna, Fatemeh Eftekhari, proveniente dalla città di Isfahan, la quale ha denunciato la polizia stradale che si era rifiutata di rilasciarle una licenza anche se non ci sono leggi che vietano esplicitamente alle donne di guidare motociclette. Nonostante ciò, vedere una donna che guida la propria moto è un evento raro in Iran, anche se possono noleggiarle nei centri ricreativi o utilizzarle come passeggeri.

La Corte di giustizia amministrativa ha stabilito che il rifiuto della polizia stradale di rilasciare patenti di guida per moto alle donne è illegale: “Dato che non ci sono regolamenti che vietano alle donne di guidare veicoli leggeri o pesanti, motociclette o qualsiasi altro mezzo di trasporto, la guida di motociclette da parte delle donne è considerata ammissibile”, si legge nelle sentenza riportata dal Center for Human Rights in Iran.

Negli ultimi anni, abbiamo cercato di ottenere una patente per moto“, ha scritto Fatemeh Eftekhari sul suo account Instagram il 6 agosto 2019. “Alla fine ci siamo rivolti alla Corte di giustizia amministrativa e abbiamo intentato una causa contro la polizia e abbiamo ottenuto un’ottima sentenza dal giudice“, ha detto. “Speriamo di andare avanti fino a quando non avremo una sentenza definitiva perché crediamo che l’uso di un mezzo di trasporto, come una motocicletta, dovrebbe essere legalmente possibile per tutti i membri della società“, ha concluso la donna.

Come ha dichiarato l’ avvocato Amir Hosseinabadi al quotidiano riformista Etemad, “L’interpretazione della polizia riguardo alle intenzioni dei legislatori in merito all’articolo 20 non ha fondamento giuridico. Ciò che i legislatori intendevano per “uomini” era “la maggioranza” dei richiedenti. La parola “uomini” non indica il genere. Significa umanità”.

A causa dell’articolo 60 della legge sulle procedure organizzative e regolamentari della Corte di giustizia amministrativa, la sentenza ottenuta dalla donna può essere applicata solo al singolo querelante e non a tutte le donne nel paese. Per consentire a tutte le donne di guidare legalmente le moto, il Parlamento dovrebbe approvare una nuova legge o la Corte di giustizia amministrativa dovrebbe emettere una sentenza vincolante a livello nazionale.

    Print       Email

You might also like...

Attacco Huthi al petrolio saudita

Read More →