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Soia e uova contro l’Alzheimer

By   /   8 Agosto 2019  /   No Comments

Un adeguato consumo di soia e uova potrebbe risultare protettivo nei confronti della malattia di Alzheimer (demenza) riducendone l’incidenza e lo sviluppo anche del 28%. Una ricerca sviluppata dai ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale ha dimostrato che la presenza di fosfatidilcolina presente nei cibi indicati si associa a migliori performance di memoria e cognitive. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha coinvolto circa 2500 persone di un’età compresa tra i 42 e i 60 anni. Il loro stato di salute è stato monitorato per ben 22 anni consecutivi. I risultati di tale lavoro hanno dimostrato che la fosfatidilcolina è essenziale per la formazione delle membrane cellulare. Gia nota come sostanza nella gestione di alcune malattie neurologiche la fosfatidilcolina interviene anche nelle problematiche epatiche e nel regolare i livelli di colesterolo. La fosfatidilcolina è il principale costituente lipidico (grasso) delle membrane cellulari e delle proteine che circolano nel sangue unita ad una molecola di colina che costituisce la base del principale neurotrasmettitore del cervello: l’acetilcolina. Tale molecola permette ai neuroni (unità cellulare che costituisce il sistema nervoso) di comunicare tra di loro e “mantenerli giovani”.

In ultima analisi la fosfatidilcolina agisce come valido supporto alle funzioni cognitive (memoria, attenzione, apprendimento, ecc.). I ricercatori finlandesi hanno valutato i potenziali effettivi protettivi sul cervello della fosfatidilcolina presente nei cibi. Successivamente è stato confrontato l’apporto giornaliero, attraverso il cibo, di fosfatidilcolina nel campione coinvolto con le loro prestazioni cognitive mediante la somministrazione di specifici test (memoria, logici, linguistici, cognitivi, problem solving). I risultati hanno messo in evidenza che coloro i quali assumevano in maniera costante uova e soia (alimenti che hanno un elevato quantitativo di fosfatidilcolina) avevano una memoria più elastica con una riduzione del 28% del rischio di ammalarsi di demenza. Lo studio è molto importante sia per l’ampio numero di persone coinvolte sia per il lungo periodo di osservazione (22 anni) e apporta ulteriori conferme dell’attenzione che deve essere posta nell’alimentazione. Una dieta ben bilanciata ricca di elementi nutritivi è la prima vera prevenzione che ognuno  può mettere in atto ogni giorno per contrastare o rallentare lo sviluppo di malattie cronico-degenrative.

Maurizio Lupardini  

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