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Suoni “rosa” contro la demenza

By   /   4 Luglio 2019  /   Commenti disabilitati su Suoni “rosa” contro la demenza

Quando si parla di rumore viene subito alla mente una situazione di fastidio. Da oggi invece il rumore può essere “rosa” e dare benefici alla nostra facoltà intellettive. Uno studio condotto da Roneil G. Malkani, medico della Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha dimostrato che una stimolazione sonora che impiega dei toni “dolci”, il cosiddetto “rumore rosa”, durante il sonno profondo può migliorare la memoria in persone con deficit cognitivi che sono a rischio di sviluppo della malattia di Alzheimer. Il dott. Malkani intervistato dalla rivista Science Daily ha dichiarato che “la ricerca indica che le onde lente o il sonno profondo sono un importante bersagio terapeutico per le persone con un lieve declino cognitivo. I risultati confermano l’importanza del sonno nella memoria e anche della sua perdita nel caso le persone abbiano disturbi del sonno”. “Ciò che crea maggiori problemi cognitivi è la riduzione del periodo di sonno profondo. tempo passato nello stato di sonno profondo”. Un’alterazione del ritmo sonno-veglia è stata riscontrata anche in quei pazienti con deficit cognitivi lievi. Al gruppo di persone partecipanti allo studio, che avevano tutti un iniziale deficit cognitivo (una situazione questa che molto spesso può portare allo sviluppo delle demenza), è stato chiesto di dormire due volte nel laboratorio del sonno dell’Università. In una delle due volte i ricercatori hanno fatto ascoltare ai pazienti il cosidetto “rumore rosa” (suoni con toni delicati) in concomitanza del sonno profondo (individuato in quanto il cervello sottoposto a monitoraggio emette onde lente); nella seconda sessione i partecipanti allo studio non hanno avuto alcuna stimolazione sonora. In ogni sessione i ricercatori hanno chiesto ai volontari di leggere e memorizzare coppie di parole la sera prima di andare a letto e di cercare di ricordarle la mattina seguente. Dopo la notte con la stimolazione al “rumore rosa” i partecipanti ricordavano più parole al mattino dopo e la memoria risultava essere migliore quanto più la stimolazione acustica era in grado di aumentare la durata del sonno profondo. Benchè lo studio sia il primo di questo genere e i dati emersi richiedono una conferma anche in altri ambiti, possiamo affermare, citando le parole del dottor. Malkani che “i risultati suggeriscono che migliorare la qualità del sonno rappresenta un nuovo e promettente approccio nel cercare di prevenire la demenza”.

 

Maurizio Lupardini

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