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Dipendenza da videogiochi: l’OMS ha deciso

By   /   23 Giugno 2019  /   Commenti disabilitati su Dipendenza da videogiochi: l’OMS ha deciso

L’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) ha deciso: la dipendenza da videogiochi, detta
anche gaming disorder,
 è stata inclusa nell’elenco delle malattie descritte nell’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (ICD-11). Il nuovo testo, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022, contiene definizioni e codici di ben oltre 55 mila malattie e condizioni patologiche ed è impiegato da clinici e ricercatori per uniformare le diagnosi e le classificazioni delle malattie in tutto il mondo. Un decisione importante sia dal punto di vista scientifico sia per quanto riguarda la salute, in particolar modo, dei nostri giovani. Le motivazioni addotte per l’inserimento del gaming disorder nell’elenco delle malattie catalogate dall’OMS non lasciano dubbi. Il dott. Wladymyr Poznyak, coordinatore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di sostanze dell’OMS ha spiegato che l’inclusione della dipendenza da videogiochi dell’OMS avrà come importante ricaduta quella di fornire agli specialisti del settore una modalità identificata  precisa per far diagnosi e avviare una seria ricerca per la prevenzione e la cura del disturbo che va , nella maggior parte dei casi, a rendere i nostri giovani veri e propri “tossicodipendenti” dei videogame. Il gaming disorder è definito come “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da: un marcato controllo sul gioco; una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e sugli interessi della vita; una continua escalation del gaming nonstante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti”. Per arrivare ad essere considerato patologico, deve essere reiterato per 12 mesi anche se la durata può essere minore se tutti i requisiti diagnostici sono rispettati e i sintomi sono gravi. Quanto voluto dall’OMS non deve considerarsi una guerra ai videogiochi ma un importante atto di natura scientifica che consentirà di coordinare gli sforzi dei ricercatori e medici di tutto il mondo per intervenire su di un fenomeno che sta dilagando tra i giovani distruggendo, in molti casi, le loro vite e quelle dei famigliari.

Maurizio Lupardini

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