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Il borgo delle meraviglie: Torre Alemanna racconta il territorio

By   /   5 Giugno 2019  /   Commenti disabilitati su Il borgo delle meraviglie: Torre Alemanna racconta il territorio

Sono innamorata della Puglia. Dei suoi colori, della sua arte e delle sue persone. È un posto in cui riesco a sentirmi a casa, uno di quei posti che mi emoziona, tutte le volte. E ogni volta trovo qualcosa che mi conquista. È il caso di Torre Alemanna, forse per la sua bellezza o forse perché qui mi basta davvero poco per immergermi in un’atmosfera incantata e fare un viaggio indietro nel tempo. Ma andiamo con ordine. 

Il complesso di Torre Alemanna è una piccola perla nel cuore della Daunia, a circa 18 km da Cerignola. La sua storia mi riporta al tempo dei cavalieri e delle crociate, alle vicende che ruotano attorno alla figura di Federico II, ma di fatto è il risultato complesso di una vera e propria stratificazione di funzioni e strutture avvenuta nel corso dei secoli. Si riconosce da lontano con l’imponente torre medievale e, nell’area mediterranea, è oggi l’unico insediamento fortificato appartenente all’Ordine dei Cavalieri Teutonici. L’ordine religioso-militare aveva ottenuto i terreni proprio dall’imperatore perché questo luogo era punto di passaggio fondamentale lungo la strada per la Terra Santa. Così nasce il complesso originario, un’antica masseria la cui fiorente attività agricola e zootecnica era in grado di sostenere le sedi pugliesi dell’ordine e di finanziare le attività a Gerusalemme. Sono proprio i Cavalieri Teutonici a costruire l’imponente torre quadrangolare, alta 24 metri, che un tempo ospitava gli ambienti abitativi dei primi monaci teutonici e oggi contraddistingue l’affascinante profilo di questo luogo. Neanche a dirlo, è il più florido centro dell’ordine in Puglia e domina tutto il territorio circostante, nel cuore dell’attuale Borgo Libertà. Già intorno all’anno mille però qui sorgeva una piccola chiesetta ed è stato rinvenuto un antico sepolcreto che attesta la lunga frequentazione di questi luoghi. Le strutture originarie sono ancora riconoscibili ma ne restano poche tracce a causa dei rimaneggiamenti successivi. 

Dopo la soppressione dell’Ordine Teutonico, alle fine del XV secolo tutto il complesso diventa possedimento della Chiesa a cui, nei secoli, se ne deve l’ampliamento con la costruzione della loggia e del Palazzo dell’Abate.

Il Palazzo ospita oggi il Museo della Ceramica, cinque sale innovative e ben organizzate in cui ammirare il frutto di lunghe e minuziose operazioni di restauro che hanno consentito di ricomporre centinaia di oggetti. L’incredibile percorso espositivo mostra così la storia e la vita quotidiana della  comunità attraverso i suoi reperti, fornendo una chiave di lettura per l’affascinante archeologia del monumento stesso.

 

In esposizione, in aggiunta al vasellame d’importazione, c’è soprattutto la ricca produzione di ceramica graffita policroma definita proprio di “tipo Torre Alemanna” inquadrabile cronologicamente tra XV e XVI sec. I reperti sono stati rinvenuti per la maggior parte nei cosiddetti “butti” dell’edificio, vere e proprie fosse di discarica del tempo che sono oggi grande fonte di informazioni e fonte di studio per ricostruire la storia. Così scopro che su questo tipo di ceramiche è presente l’emblema di Torre Alemanna, costituito da un segno a forma di T inscritto in un cerchio. 

È il simbolo stesso della comunità locale, dei cosiddetti “fratellastri”, laici appartenenti all’ordine che portavano sulle vesti la croce senza uno dei suoi bracci. Ma l’iconografia offre anche un’altra interpretazione, forte e simbolica che si collega alle mappae mundi. All’epoca era la rappresentazione del mondo conosciuto, reso attraverso il globo crocifero con allusione alla centralità di Gerusalemme e dunque al ruolo svolto in Terra Santa dai Cavalieri Teutonici. É affascinante come storia e mistero si rincorrano nella mia mente. 

Oggi il museo è in grado di offrire un’esperienza personale e coinvolgente con servizi educativi diversi a seconda dell’utenza. La cooperativa Frequenze gestisce il complesso dal 2018, offrendo servizi innovativi e un ricco programma di attività culturali diversificate. Visite guidate, laboratori didattici, approfondimenti, conferenze ma anche aperture al chiaro di luna, concerti e rievocazioni storiche. Ed è bello scoprire che oggi qui si cerca di ricostruire un legame con la comunità locale. È il posto giusto per respirare la storia e conoscere il territorio, seguendo l’avvicendarsi di uomini ed attività in uno spaccato che va dal Medioevo all’età Moderna. Con il tempo il sito venne gradualmente abbandonato finchè, nel secondo dopoguerra, l’intero complesso masseriale subì i danni più gravi a seguito di incuria, uso sconsiderato e trasformazioni radicali. Gli anziani del borgo ricordano come da piccoli andavano a giocare tra i ruderi ma adesso, a seguito di una lunga stagione di restauri, Torre Alemanna è tornata al suo antico splendore. 

Per info e prenotazioni: torrealemanna@frequenze.info    telefono dedicato: 392.9927977

di Marta Parcesepe

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