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Giustiziati i negoziatori nordcoreani responsabili del fallito vertice di Hanoi

By   /   31 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su Giustiziati i negoziatori nordcoreani responsabili del fallito vertice di Hanoi

La Corea del Nord ha giustiziato il suo principale negoziatore e altri 4 alti funzionari ritenuti colpevoli del fallimento del vertice di Hanoi tra il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano Kim Jong Un. La notizia è stata riportata dal giornale giapponese Japan Today, a sua volta ripresa dal giornale sudcoreano Chosun Ilbo.

Si tratta dell’ex braccio destro di Kim Jong Un, Kim Yong-chol, che nella trattativa era la controparte del Segretario di Stato Mike Pompeo, ma che aveva accrescere la sua popolarità a seguito dei colloqui a livello operativo con l’inviato nucleare statunitense Stephen Biegun, alcune settimane prima del summit di Hanoi.

L’accusa per tutti è di spionaggio a favore dell’America, non avendo saputo tradurre correttamente le intenzioni di Trump. Come è noto, il vertice è fallito poiché non si è raggiunto un accordo: gli Stati Uniti chiedevano una completa denuclearizzazione della penisola coreana, mentre la Corea del Nord chiedeva la rimozione delle sanzioni economiche. 

Al rientro da Hanoi, Kim Yong-chol era stato inviato in un campo di lavoro e rieducazione nella provincia di Jagangm, ai confini con la Cina, e un mese dopo, lo scorso marzo, è stato giustiziato all’aeroporto di Mirim Airport di Pyongyang, insieme a 4 alti funzionari.

Questi ultimi erano diplomatici che lavoravano per le relazioni con il Vietnam. In particolare, Kim Song Hye faceva parte del team di Yong-chol e aveva collaborato nella preparazione del vertice, e Sin Hye Yong era un interprete, a cui sono stati addebitati una serie di errori di interpretazione tra cui la mancata “offerta dell’ultimo minuto” che Kim Jong Un aveva fatto a Trump prima che questi lasciasse il vertice. Anche loro erano stati inviati nel campo dei prigionieri politici.

La stessa accusa di tradimento, ovvero di aver commesso atti contro il partito e la rivoluzione, fu addebitata a Jang Song Thaek, lo zio di Kim Jong Un, giustiziato nel dicembre 2013.

Si ritiene che Kim Jong Un che abbia ordinato l’epurazione per mettere a tacere malcontenti interni e popolari per il fallimento del vertice.

 

di Vito Di Ventura

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