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Esplorare la natura e respirare la storia… è il tesoro di Trinitapoli (seconda parte)

By   /   28 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su Esplorare la natura e respirare la storia… è il tesoro di Trinitapoli (seconda parte)

Ai margini della città di Trinitapoli c’è una delle cose che più mi ha affascinata in questo viaggio, un luogo permeato, allo stesso modo, da scienza e mistero, dove respirare davvero la storia. È il Parco Archeologico degli Ipogei, cuore di uno dei più importanti luoghi di culto della civiltà del Bronzo.

Rimasto attivo per almeno otto secoli, il santuario era destinato alle cerimonie e ai rituali di fecondità, in concomitanza con momenti fondamentali dell’annata agraria e sempre rapportando il mondo dei segni celesti alle necessità della vita quotidiana. L’area santuariale si estende per almeno 5 ettari e negli anni sono stati riportati alla luce ben 15 ipogei scavati nella bancata calcarea. La loro conformazione sembra replicare quella del grembo materno, così una ripida rampa a cielo aperto, il dromos, immette nello stomion, uno stretto corridoio sotterraneo, da cui si accede alla camera con le prime attestazioni del culto. È la testimonianza di una religione sistematica e codificata, molto rara a quel tempo, il che dimostra come il popolo degli ipogei costituisse una società stratificata ed evoluta.

Le attività culturali del santuario continuano nel tempo anche con forme architettoniche diverse per sopperire alla mancanza di spazi. Nasce così la via sacra, un’opera senza confronti che sviluppa un lunghissimo percorso scavato nella roccia in cui vengono aperte piccole celle ipogee contrapposte. Lungo la via sacra, come pure in tutta la zona degli ipogei, si aprono a centinaia le famose buche, sempre allineate secondo precisi riferimenti astronomici, testimonianze della profonda spiritualità dei singoli individui. L’intero parco archeologico è un posto incredibile e io sono curiosa come una bambina. Così scopro che alcune generazioni dopo la cessazione del loro uso cultuale, siamo nell’ordine di grandezze di circa 250 anni, questi ipogei vengono riutilizzati come luoghi di sepoltura speciali per personaggi importanti, membri di spicco delle comunità, come dimostrato dalla ricchezza dei corredi funerari.

E anche qui c’è tutto un mondo da scoprire, così non posso farmi mancare Il Museo degli Ipogei. C’è la descrizione del sito archeologico con la scelta di un luogo di incredibile suggestione e la spiegazione della spiritualità di un popolo alla continua ricerca del sacro. L’allestimento museale è decisamente innovativo con pannelli didattici e racconti a fumetti grazie ai quali il visitatore riesce ad immergersi nelle diverse situazioni, non solo osservando resti e reperti straordinari ma sentendosi coinvolto nella storia. Ne vale davvero la pena.

Per info www.museoipogeitrinitapoli.it 

di Marta Parcesepe 

 

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