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Nuove unità di misura: tutto è cambiato ma non per noi

By   /   22 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su Nuove unità di misura: tutto è cambiato ma non per noi

Due giorni fa, lunedì 20 maggio, nella Giornata Mondiale della Metrologia, sono entrate in vigore le nuove unità di misura, approvate il 16 novembre dello scorso anno dalla Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM). 

Eravamo abituati a un sistema di misura, le famose 7 unità fondamentali, che si basavano su oggetti fisici o su proprietà della materia. Ad esempio, tutti abbiamo studiato che il metro campione era una barra di platino conservata presso l’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure, a Sèvres presso Parigi. Da lunedì non sarà più così. Il metro sarà definito dalla velocità della luce (c), cioè la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un determinato intervallo di tempo.

E così per le altre unità di misura. Tutte saranno riferite a costanti della fisica, che sono immutabili nel tempo e nello spazio e quindi più stabili e riproducibili ovunque. In altri termini, non occorrerà più andare a Parigi per un confronto con il campione, che peraltro, nonostante tutte le precauzioni, con il tempo si è deteriorato.

In particolare: per la misura della massa, il chilogrammo sarà sostituito dalla costante di Plank (h); per misurare il tempo, il secondo verrà sostituito dalla frequenza della transizione iperfine dell’atomo di cesio (Av); per l’intensità della corrente elettrica, l’ampere sarà sostituito dalla carica elementare (e); per la temperatura termodinamica, al posto dei gradi kelvin si userà la costante di Boltzmann (k); per la mole, che misura la quantità di sostanza, la costante di Avogadro (NA); e per l’intensità luminosa, al posto della candela ci sarà l’efficacia luminosa (Kcd).

Per fortuna, per noi, gente comune, non è cambiato nulla! La bilancia continuerà a pesare in chili e continueremo ad usare il solito metro. Cambierà invece per gli addetti al lavoro: enti di ricerca e i laboratori metrologici. E in un futuro prossimo se ne avvantaggeranno l’industria elettronica e farmaceutica e le applicazioni delle nanotecnologie.

 

di Vito Di Ventura

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