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Orsara di Puglia: il ritmo lento della tradizione nel borgo del gusto

By   /   16 Maggio 2019  /   No Comments

Nel cuore della Capitanata, in questa Puglia insolita e differente che tanto piace a me, c’è un piccolo gioiello, di quelli in cui lasciarsi stupire dalle piccole cose, godere del singolo momento e vivere esperienze autentiche. Orsara di Puglia è un piccolo borgo adagiato alle pendici del Monte San Marco, a 635m d’altezza, in un ambiente integro ed incontaminato in cui il paesaggio diventa risorsa di per se. Qui, nei secoli, si è creato un perfetto equilibrio tra il paese e la natura che lo circonda e Orsara è oggi Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, premiata per la tutela del territorio e del suo patrimonio.

Di impianto medievale, anche se di sicura origine più antica, è un autentico scrigno di cultura e architettura. Passeggiare nel centro storico, tra eleganti palazzi, vicoli e minuscole piazzette, significa respirare suggestioni antiche. Da non perdere il Palazzo Baronale con lo splendido e originale ingresso ad arco con pietre bugnate. Di fronte, la Fontana Nuova, di fattura rinascimentale, racconta di un’antica società contadina, quando le donne venivano ad attingere l’acqua da portare a casa. Sul calare della sera mi imbatto in una musica dolce e allegra allo stesso tempo, è jazz, nel cuore di questi palazzi di pietra ascoltarlo è allo stesso modo surreale e meraviglioso. È il nuovo che cresce nel cuore dell’antico: è arte. E in effetti qui c’è una lunga tradizione musicale con Orsara Jazz, il festival che ogni anno accende il borgo di note, riempiendolo di veri appassionati e semplici curiosi. A prescindere da questo pellegrinaggio odierno e musicale Orsara è stata nei secoli tappa obbligata per i pellegrini che, lungo il percorso per la Terra Santa, si fermavano all’Abbazia dell’Angelo con la misteriosa Grotta di San Michele, la Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa di San Pellegrino. La devozione a San Michele Arcangelo è molto sentita ancora oggi da tutta la comunità locale che si stringe attorno alla propria storia e alle proprie tradizioni. 

Orsara è a pieno diritto “città del buon vivere” il che le è valso il riconoscimento del marchio Città Slow Food per l’ecogastronomia e la pratica del vivere quotidiano. È il luogo delle eccellenze enogastronomiche, meta ideale per un viaggio nel gusto, occasione perfetta per cedere ai piaceri del palato, alla scoperta di sapori antichi. E ancora una volta, come spesso accade da queste parti, scopro che dietro ognuna di queste meraviglie ci sono persone altrettanto meravigliose.

È il caso di Angelo Di Biccari, proprietario ma ancor più vero e proprio custode di Pane e Salute, un antico forno a paglia risalente agli inizi del XVI secolo e ancora perfettamente funzionante. Angelo è un personaggio incredibile, esperto e senza peli sulla lingua, ci racconta di come nei secoli questo fosse un forno comune, in cui il fornaio cuoceva il pane che ogni massaia impastava a casa e faccio un viaggio nel tempo, nel cuore delle tradizioni contadine. Famiglia di fornai da cinque generazioni, oggi Angelo qui fa un pane per intenditori, lievito madre centenario per un gusto senza eguali. Da celiaca io mi sono accontentata del suo profumo e ne ho comunque subito il fascino, è un posto che incanta, semplice e schietto e vale sicuramente una visita.

Non mi sono limitata al profumo, invece, alla Cantina Guidacci dove ho scoperto un il Tuccanese. Un antico vitigno autoctono recuperato grazie alla passione e alla tenacia di chi fa le cose con il cuore. Ed infatti questa è la storia di due innamorati che scelgono di restare nella loro terra e affidarsi alla tradizione. Così Leonardo Guidacci, architetto di formazione, punta tutto su questo vino, rubino chiaro dal profumo leggermente speziato e dal gusto morbido. La qualità del suo vino gli da la certezza di aver fatto la scelta giusta. 

Orsara è stata per me una piacevole scoperta e mi ha colpita la passione con cui qui si racconta il territorio e le sue eccellenze… ma non finisce qui!

di Marta Parcesepe

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