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Un angolo di Provenza nel cuore della Puglia: Faeto e Celle di San Vito

By   /   10 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su Un angolo di Provenza nel cuore della Puglia: Faeto e Celle di San Vito

Dal finestrino del treno, che parte quando è ancora buio nella mia città, riesco a vedere pian piano le nuvole che si aprono lasciando terreno ad un cielo limpido. Gli occhi riconoscono un paesaggio familiare… sto tornando in Puglia! Non è propriamente la neve che ci si aspetta pensando al panorama pugliese, ma è proprio questa ad attendermi al mio arrivo. Questo febbraio è stato particolarmente freddo qui e in più io ho raggiunto la “corona di Puglia”. Immerso nelle verdi alture del Subappennino Dauno, Faeto è infatti il comune più alto dell’intera regione, arroccato sul fianco est del Monte Perazzoni, ad 866 metri d’altitudine. Una posizione invidiabile che offre lo spettacolo di una natura incontaminata, boschi, prati e pascoli, incorniciati dal verde profilo delle montagne.

La storia ci racconta la nascita di Faeto nella seconda metà del XIII secolo. Siamo nel periodo in cui Carlo I D’Angiò, duca di Provenza è in guerra contro i Saraceni nel territorio di Lucera. Da qui una compagine del suo esercito franco provenzale si distacca lungo la via Appia Traiana, al Castello Di Crepacore, per far fronte al pericolo di incursioni nemiche. Al termine del conflitto il re concede il castello e il territorio circostante a quei valorosi soldati che vi si stabiliscono con le famiglie richiamate dalla madrepatria. Tra storia e leggenda nasce così la nota che rende unico e speciale questo luogo: un angolo di Provenza nel cuore della Puglia.

Con la vicina Celle di San Vito, infatti, Faeto crea una piccola enclave francoprovenzale che si conserva a dispetto del tempo e delle distanze, una realtà unica e incredibile. Con la tutela delle minoranze linguistiche storiche in Italia qui il francoprovenzale diventa cultura, storia e patrimonio di tutto il popolo. L’impegno costante e la sinergia tra i due paesi mira oggi alla tutela e alla valorizzazione di questa inestimabile ricchezza. Così è stato istituito uno Sportello Linguistico Francoprovenzale che vede l’impegno costante dei giovani rimasti in paese, per lo studio, la ricerca e la produzione di testi, ma anche per attività teatrali, didattiche e ricreative. Una tradizione, dunque, che si celebra con iniziative scientifiche ma anche con impulsi pratici e diverse manifestazioni locali.

A fare da contraltare all’identità linguistica c’è l’eccellenza del patrimonio gastronomico locale. Il territorio di Faeto, regno incontrastato delle faggete, vanta un microclima straordinario con l’aria pura dei boschi e diventa luogo ideale per la produzione del suo rinomato prosciutto. Due gli eventi che celebrano questa straordinaria produzione tipica, la storica “Sagra del Prosciutto” che si svolge nel bosco comunale la prima domenica di agosto e la “Sagra del Maiale” fissata per la prima domenica di febbraio in paese. Osservare con i miei occhi “La féte de lu cajùnne” me ne ha fatto cogliere la magia: musiche, balli e animazione, è l’incantesimo di una comunità che celebra le sue tradizioni.

Da non perdere la Casa del Capitano, con la sua monumentale bifora, oggi sede del museo archeologico con reperti della storia locale. Vale senz’altro una visita anche il Mulino Pirozzoli, nel centro di Faeto, di cui la signora Ausilia racconta con trasporto la storia e il funzionamento.

Non lontano da Faeto, l’altra componente di quest’isola francoprovenzale nel meridione d’Italia, Celle di San Vito, è il borgo più piccolo della Puglia. Il paese si concentra lungo una via principale che si affaccia su meravigliosi scorci della natura circostante. Tutto è calma e quiete se non fosse per il vento in grado di agitare anche i pensieri. Qui il fiore all’occhiello è il Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino” che conserva la memoria storica locale. Al suo interno si coglie uno spaccato della vita e delle abitudini della comunità offrendo al visitatore una chiave di lettura per il territorio, un viaggio a ritroso nella storia di questi luoghi.

È questa la Puglia che piace a me, quella che punta sulle sue straordinarie tradizioni, dove è sempre possibile vivere esperienze autentiche.

di Marta Parcesepe

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