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La Turchia inizia a trivellare davanti a Cipro

By   /   6 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su La Turchia inizia a trivellare davanti a Cipro

Nonostante l’Unione Europea e gli Stati Uniti abbiano espresso il loro vivo disappunto, la Turchia ha inviato la nave perforatrice “Fatih” davanti alle coste cipriote per iniziare le trivellazioni per estrarre petrolio e gas naturale e questa attività continuerà fino a settembre. 

Accompagnata da 3 navi di supporto e una fregata partite dal porto di Antalya, il convoglio si è diretto nella area individuata dalla nave turca sismografica di ricerca/indagine RV Barbaros Hayreddin Paşa, della Turkish Petroleum Corp.

Tale area si troverebbe nelle acque di una Zona Economica Esclusiva (ZEE) contesa tra Grecia e Turchia. Come è noto, infatti, l’isola di Cipro dal 1974 è divisa in due: la Repubblica di Cipro nella parte sud, e la Repubblica Turca di Cipro del Nord, nella parte settentrionale.

I turco-ciprioti ritengono che essendo partner della Repubblica di Cipro sin dal 1960 abbiano diritto di beneficiare delle risorse che si trovano nelle acque intorno all’isola. 

Per la Comunità Europea e gli Stati Uniti, l’azione di Ankara è altamente provocativa e rischia di aumentare le tensioni nella regione. Anche il Ministro degli esteri cipriota, Nikos Christodoulides, ha condannato quest’azione ritenuta una “aperta violazione della sovranità della Repubblica di Cipro”. Ma per il Ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, la Turchia sta solo difendendo i diritti dei turchi-ciprioti e continuerà a farlo fino a quando i greci-ciprioti continueranno ad escluderli dal processo decisionale e porteranno unilateralmente le attività di ricerca idrocarburi.

La scoperta di grosse riserve di gas nel Mediterraneo orientale ha provocato da subito rivendicazioni da parte del governo Greco-cipriota e della Turchia. In quanto membro dell’Unione Europea, Cipro ha chiesto di effettuare le esplorazioni nelle sue acque e ha firmato un accordo con Eni, Total e ExonMobil.

Ankara, rivendicando la difesa dei diritti della minoranza turco-cipriota di beneficiare delle risorse naturali che circondano l’isola, nel febbraio del 2018, ha costretto con la forza militare la nave da ricerca Eni, la Saipem 12000, ad abbandonare le ricerche.

    

di Vito Di Ventura

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