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A Forlì focus sull’arte della seconda metà dell’Ottocento

By   /   2 Maggio 2019  /   Commenti disabilitati su A Forlì focus sull’arte della seconda metà dell’Ottocento

Eccoci giunti ad una nuova tappa del tradizionale appuntamento dei Musei San Domenico con l’arte dell’Ottocento. Questa volta, come sottolineato dal presidente del comitato scientifico Antonio Paolucci, viene in particolare preso in osservazione l’arco temporale dei 60 tormentati anni che vanno dall’Unità d’Italia alla Prima guerra mondiale e che hanno preceduto la rivoluzione del Futurismo.

La rassegna “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” propone, per la curatela di Fernando Mazzocca e Francesco Leone, opere di firme molto note esposte insieme ai quadri di artisti meno conosciuti ma in realtà altrettanto sorprendenti.

In totale il pubblico può ammirare a Forlì circa 200 capolavori ottocenteshi di autori come Hayez, Induno, Molmenti, Cremona, Barabino, Fontanesi, Tommasi, Grosso, Moretti, Costa, Fattori, Corcos, Previati, Sartorio, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Balla e Segantini solo per citarne alcuni.

Non mancano in mostra neppure le sculture, tra gli altri di maestri come Vela, Cecioni, Monteverde, Rosa, Rutelli, Ximenes, Canonica e Bistolfi per una ricca panoramica di lavori dall’impatto prettamente popolare nel contesto di un linguaggio artistico che spazia tra tradizione e modernità.

Il percorso che si sviluppa da Hayez a Segantini consente di apprezzare le tematiche della classicità e il rinnovamento che ha caratterizzato il secolo. Hayez viene consacrato da Mazzini come “pittore della nazione“, riconoscimento che D’Annunzio attribuì anche a Segantini.

La kermesse sarà visitabile sino al prossimo 16 giugno. Le opere, giunte a Forlì grazie alla concretizzazione di prestiti prestigiosi, consentono un ricco confronto tra architettura, pittura, scultura, ma anche illustrazione ed arti figurative da cui si evince una volta di più la capacità dell’arte di far conoscere agli italiani gli slanci e le tensioni della loro storia.

Da non perdere nell’occasione singoli capolavori come “Fiumana” di Pellizza da Volpedo, “Il bullettino del giorno 14 luglio 1859 che annunziava la pace di Villafranca” di Induno, “Emigranti” di Tommasi, “Il Foro di Pompei” di De Nittis, la “Ruth” di Hayez, “L’artiglieria toscana a Montechiaro” di Signorini e “Pascoli di primavera” di Segantini.

Le dieci sezioni della mostra consentono dunque di ricostruire i percorsi di diversi generi, da quello storico alla rappresentazione della vita moderna, all’arte di denuncia sociale, al paesaggio, al ritratto, alle vedute sino alle nuove sperimentazioni.

Di tutto interesse anche un confronto tra alcuni autori presenti alla celebre “Mostra del ritratto italiano” che si tenne a Palazzo Vecchio di Firenze nel 1911 e gli artisti contemporanei che si cimentarono nella rivoluzione divisionista.

Non meno degne di nota altre opere esposte tra cui “La distruzione del Tempio di Gerusalemme” di Hayez, piuttosto che “Lo staffato” di Fattori, la “Lettura sul mare” di Corcos o “Tre donne” di Boccioni.

Possiamo dunque dire che siamo di fronte ad una mostra “eroica”, ricca e coinvolgente, con la presenza di capolavori anche di grande formato che rappresentano soggetti popolari con scenografie di grande impatto per il pubblico.

di Aurora Portesio

Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini
a cura di Fernando Mazzocca e Francesco Leone
dal 9 febbraio al 16 giugno 2019
Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro, Forlì
orari: da martedì a venerdì ore 9,30-19,00; sabato, domenica e festivi ore 9,30-20,00

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