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Notre-Dame de Paris, non solo un simbolo

By   /   16 Aprile 2019  /   Commenti disabilitati su Notre-Dame de Paris, non solo un simbolo

L’incendio della Cattedrale di Notre-Dame de Paris è un evento che non avremmo mai voluto vedere. Purtroppo è successo, uno dei simboli della cristianità in Europa è stato attaccato dal fuoco. Non importa se si sia trattato di un incendio casuale dovuto ad incuria da parte di chi stava restaurando il manufatto o se qualcuno abbia volutamente appiccato il fuoco. Semplicemente non doveva accadere perché questi simboli devono essere difesi e tutelati contro ogni eventualità, da chi li detiene in nome di tutta la cristianità. La Francia in questo caso.

Ogni ipotesi di terrorismo islamico è stata subito scartata. Bene così. Speriamo che non sia solo per non voler ammettere, nascondendolo, che sia tornato in atto un certo terrorismo che combatte noi e la nostra religione cristiana.

Il simbolismo della cattedrale è comunque potente, attaccare Notre-Dame, secondo alcuni linguaggi esoterici il nome vuol dire Europa, significa offendere tutto il nostro continente e direttamente i valori sui quali si basa la nostra civile convivenza.

Civile convivenza che viene però tristemente rimessa in discussione da numerosissimi fatti che con cadenza quasi giornaliera si verificano e che riguardano i simboli a noi più cari del cristianesimo. Molte chiese e cappelle in Europa vengono ripetutamente vandalizzate, imbrattate, parzialmente distrutte e incendiate stando a quanto riferiscono gli studi del Gatestone Istitute sul sito Middle East Forum..

La Francia è particolarmente colpita. A febbraio, i vandali hanno profanato e distrutto croci e statue nella cattedrale di Saint-Alain a Lavaur e hanno posizionato le braccia di una statua di Cristo crocifisso in modo derisorio. Paramenti sacri e il drappo che ricopriva l’altare sono stati bruciati. Nel Paese la media delle profanazioni perpetrate da ignoti è di almeno due al giorno. Secondo PI-News, un sito di notizie tedesco, 1.063 attacchi a chiese o simboli cristiani sono stati registrati dal governo di  Parigi nel 2018. L’aumento è del 17% rispetto all’anno precedente (2017) che aveva fatto contare ben 878 attacchi. Rapporti simili vengono dalla Germania. Quattro chiese protestanti sono state vandalizzate e incendiate a marzo. “In Germania”, spiegava l’agenzia tedesca PI-News, “c’è una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il cristianesimoe  lo stesso avviene anche in tutto il reso dell’Europa in misura più o meno uguale.

Viene quindi spontaneo chiedersi se si tratti solo di vandalismo – ma allora perché solo contro i simboli cristiani – o di un disegno strategico con precisi fini al quale qualcuno stia dando attuazione in un’Europa che ha perso i suoi valori ed il rispetto di se stessa.-

Chi potrebbe esserci dietro questi continui e crescenti attacchi alle chiese in Europa? Lo stesso rapporto della PI-News offre un suggerimento: “quando dopo aver visto le croci rotte, gli altari distrutti, le Bibbie incendiate, i fonti battesimali rovesciati, ci si accorge infine che le porte della chiese sono arrogantemente imbrattate con espressioni islamiche e scritte in arabo qualche dubbio emerge”.

Un altro rapporto della citata agenzia tedesca dell’11 novembre 2017 rilevava che “le indagini della Polizia riportano che la maggior parte degli attacchi avvengono nelle regioni con un alto tasso di presenze di musulmani e che i colpevoli sono quasi sempre giovani con un passato da migranti spesso registrati come islamisti”.

Anche in Francia, laddove aumenta il numero di migranti musulmani ospitati aumentano proporzionalmente gli attacchi alle chiese. Uno studio del gennaio 2017 ha rivelato poi che “le aggressioni attribuibili ad islamici contro cittadini i cristiani sono aumentate del 38%. La maggior parte è avvenuta durante il periodo natalizio e nei luoghi di culto”.

Gli stessi rapporti PI-News evidenziano che il profilo tenuto dalle autorità e dei media nel diffondere le notizie è molto basso, “l’identità musulmana o migrante dei vandali è spesso omessa e nei rari casi in cui viene resa pubblica gli autori vengono presentati come affetti da problemi di salute mentale. Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi ai simboli cristiani. C’è un pesante silenzio sia in Francia che in Germania, ma forse dovremmo dire in larga parte dell’Europa occidentale, sulle scandalose profanazioni e sull’origine dei perpetratori. Nessuna notizia che potrebbe indurre la pubblica opinione a sospettare dei migranti viene diffusa.”

Affermazioni gravi queste degli organi di informazione tedeschi PI-News, che confermano comunque il trend europeo che riguarda anche il nostro Paese. Ci accorgiamo ogni giorno che certa stampa preminente  a livello politico e la televisione che conta, usano linguaggi omisivi e reticenti quando devono riferire fatti di cronaca che riguardano gli immigrati, specie se di origine islamica.

Certo non vanno fomentati gli animi, ma la corretta informazione e l’analisi trasparente dei fatti, dovrebbe essere il viatico mediatico di ogni democrazia, nel rispetto della pluralità dell’informazione.

di Roberto Bernardini

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