Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Revocata la cittadinanza a Shamina Begum

By   /   27 Febbraio 2019  /   Commenti disabilitati su Revocata la cittadinanza a Shamina Begum

Il governo britannico ha revocato la cittadinanza a Shamima Begum, la quindicenne che nel 2015 si unì ai militanti dello Stato Islamico in Siria. Lo ha comunicato il Ministero dell’Interno britannico in una lettera ai genitori. 

È la risposta concreta alla richiesta del Presidente Donald Trump, rivolta ai paesi europei, di riprendersi i cosiddetti “foreign fighters” e di processarli in patria.  

Il caso degli 800foreign fighters” prigionieri in mano ai curdi è scoppiato dopo che questi hanno fatto sapere di non essere in grado di sorvegliare le carceri dopo che le truppe americane avranno lasciato la Siria, come voluto da Trump. La Premier britannica Theresa May aveva replicato dicendo che gli ex combattenti jihadisti dovrebbero essere processati invece là dove avevano commesso i crimini, cioè in Siria, secondo le leggi del posto.

 La storia di Shamima Begum si intreccia con quella delle 550 donne e ragazze che in quegli anni aderirono alla causa dello Stato Islamico in Iran e del Levante (ISIL). Shamima, insieme alle amiche Amira Abase e Kadiza Sultana – note come “Il Trio di Bethnal” per via della loro giovane età e per frequentare la stessa scuola la “Bethnal Green Academy” di Londra – raggiunse attraverso la Turchia i terroristi del califfato dove si unirono in matrimonio e si trasferirono a Raqqa. 

Amira Abase andò in sposa ad un 18enne australiano, Abdullah Elmir, morto in un raid aereo della coalizione e la stessa Amira è deceduta durante un attacco aereo russo. Kadiza Sultana è stata sposata con un militante di origine somala, anche lui morto durante una raid aereo della coalizione.

Shamima Begum è andata in sposa ad un jihadista americano che dopo averla messa incinta l’ha abbandonata. Si è risposata con Yago Riedicjk, di origini olandesi, morto in combattimento, dal quale ha avuto 3 figli. I primi 2 morti per malattia e denutrizione, mentre l’ultimo è nato nel campo rifugiati lo scorso 19 febbraio. 

Il caso della Begum è stato portato a conoscenza lo scorso febbraio, quando il giornalista del The Times”, Anthony Loyd, l’ha trovata in un campo di rifugiati siriani. Durante l’intervista, la Begum, pur non rinnegando la decisione di essersi unita agli jihadisti dello Stato Islamico, ha chiesto di voler rientrare in Gran Bretagna dove intende far crescere suo figlio.

Secondo il Ministro dell’Interno Britannico, Sajid Javid, la decisione è stata presa nell’interesse della sicurezza e della salvaguardia dei cittadini britannici e, questa è una sua facoltà purché non renda l’individuo apolide. In questo caso, essendo i genitori originari del Bangladesh e ancorché la ragazza non abbia mai avuto doppio passaporto e la doppia cittadinanza, il governo britannico ritiene che la stessa possa adesso richiedere ed ottenere la cittadinanza del paese asiatico.

 

di Vito Di Ventura 

    Print       Email

You might also like...

USA: altre uccisioni di massa

Read More →