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La missile defence di Trump

By   /   18 Gennaio 2019  /   Commenti disabilitati su La missile defence di Trump

Ieri al Pentagono il Presidente Donald Trump ha presentato il nuovo documento della Missile Defence Review, in cui a farla da padrona saranno gli enormi investimenti sulle nuove tecnologie spaziali in grado di abbattere qualsiasi tipo di minaccia missilistica.

Siamo impegnati a stabilire un programma di difesa missilistica in grado di proteggere tutte le città degli Stati Uniti e non negozieremo mai il nostro diritto a farlo… il nostro obiettivo è semplice: garantire che possiamo scoprire, distruggere qualsiasi missile lanciato contro gli Stati Uniti  –ovunque, in ogni tempo e luogo “, ha affermato Trump.

In pratica, si tratta di una rivisitazione e ampliamento del vecchio “scudo stellaredi Reagan, in chiara opposizione alla politica attuata da Barack Obama, tesa ad allentare le preoccupazioni delle principali potenze nucleari, in particolare Russia, Cina e Iran, sui programmi di difesa missilistica statunitense.

Gli Stati Uniti avevano già annunciato di voler aumentare nei prossimi anni il numero di intercettori a terra, in particolare di Fort Greely, in Alaska, portandoli dagli attuali 44 a a 64, Secondo il nuovo rapporto, la base avrebbe il potenziale per accogliere ulteriori 40 intercettori, anche se si pensa di aprire un altro sito.

Secondo il Pentagono, le difese missilistiche americane sono troppo poche per contrastare efficacemente un importante primo attacco agli Stati Uniti da parte di una potenza nucleare avanzata come la Russia o la Cina. Perciò ritengono che il nuovo piano possa essere un valido deterrente per scoraggiali da possibili attacchi.

Non si sa se il Congresso approverà il finanziamento di questo imponente incremento della  difesa missilistica, specialmente ora che i Democratici hanno la maggioranza alla Camera. Il Congresso già si scontrò con il programma dell’amministrazione di George W Bush. Peraltro, gli Stati Uniti hanno speso circa 300 miliardi di dollari per la difesa missilistica a partire dal  1983, quando appunto Ronald Reagan lanciò la sua  Strategic Defense Initiative (nota come Scudo Stellare).

Trump ha anche fatto specifico riferimento all’Iran, che, secondo il Presidente americano, possiede il più ampio arsenale di missili balistici del Medio Oriente. “Il suo desiderio di avere una capacità strategica per contrastare gli Stati Uniti potrebbe portare ad disporre di missili balistici intercontinentali (ICBM)”. Per l’intelligence americana, infatti, l’Iran sta portando avanti i suoi programmi nucleari, nonostante lo scorso anno non abbia effettuato alcun lancio.

Nel suo discorso Trump non ha fatto alcuna menzione alla Corea del Nord, ma il Ministro della Difesa pro tempore, Patrick Shanahan, ha dichiarato che la minaccia missilistica nordcoreana “pone ancora significative preoccupazioni”, in contrasto con quanto dichiarato, con il solito tweet  sette mesi fa, dopo l’incontro di Singapore, dallo stesso Trump, per il quale la minaccia di Pyongyang era stata eliminata. 

La pubblicazione del nuovo rapporto coincide con la visita dell’inviato nordcoreano Kim Yong Chol che oggi sarà a Washington per incontrarsi con il Segretario di Stato Mike Pompeo e forse venerdì con Trump. Probabilmente, i colloqui potrebbero portare ad un annuncio per un secondo vertice di Trump con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

 

di Vito Di Ventura

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