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2 Poliziotti francesi accusati di stupro

By   /   15 Gennaio 2019  /   Commenti disabilitati su 2 Poliziotti francesi accusati di stupro

2 agenti della polizia giudiziaria francese sono comparsi in giudizio ieri davanti al tribunale di Parigi formalmente accusati di aver violentato una donna canadese nel loro ufficio di polizia.

Il caso è accaduto nell’Aprile del 2014. I due poliziotti fuori servizio incontrarono una turista canadese al Galway Irish Pub nei pressi del loro distretto, al 36 di Quai des Orfevres, il celebre distretto di polizia dei romanzi di Georges Simenon e dell’omonimo film. 

Dopo una serata trascorsa a bere, i due poliziotti portarono la turista, Emily S., oggi 39enne, negli ufficio della polizia dove, stando alle dichiarazioni della giovane donna, si unirono altri 2 poliziotti. 

Nelle sue dichiarazioni Emily ha ammesso che quella sera era in stato di ubriachezza tale da non essere in condizioni di raggiungere il proprio albergo. I 2 poliziotti si offrirono di accompagnarla ma invece di portarla in albergo la condussero negli uffici di polizia, dove rimase circa un’ora e mezza.

Di quella sera Emily ricorda solo di aver lasciato l’edificio senza i suoi collant e in stato di shock e non era in grado di precisare se fosse stata violentata da 3 o 4 poliziotti. Ricordava solo che nella stanza c’erano 4 poliziotti.

Gli accusati sono un 39enne Nicolas R. e un 40enne Antoine Q, che negano le accuse, anche se entrambi hanno ammesso di aver avuto un rapporto sessuale ma, a loro dire, “consenziente”.

Sulle mutandine della donna è stato trovato il DNA di uno dei due poliziotti, mentre per il secondo DNA, nonostante i test effettuati sugli oltre 100 poliziotti del distretto, non si è potuto risalire a chi appartenesse. 

Dall’esame medico è risultato che la donna aveva subito un danno ginecologico e che la  notte della presunta violenza aveva fatto uso di un cocktail di anti depressivi, oppiacei e cannabis.

I 2 poliziotti accusati hanno cancellato tutti i messaggi e i video dai loro telefoni cellulari, ma da un messaggio trovato sul telefono di un collega è stato appurato che in quei momenti stavano facendo sesso.

Nel 2016 i magistrati investigativi decisero di chiudere il caso, ritenendo le testimonianze della donna confuse, ma il pubblico ministero li ha rinviati a processo, che dovrebbe concludersi il 1° febbraio. Gli imputati, ancora in servizio, se dichiarati colpevoli, rischiano 20 anni di carcere.

 

di Vito Di Ventura

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