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Donald Trump e il suo discorso alla nazione

By   /   9 Gennaio 2019  /   Commenti disabilitati su Donald Trump e il suo discorso alla nazione

Nel tanto atteso discorso dallo Studio Ovale, di circa 10 minuti, il Presidente Donald Trump ha ribadito la sua ferma volontà di voler costruire il muro ai confini con il Messico per fermare la crisi umanitaria e soprattutto per motivi di sicurezza nazionale dovuta alla immigrazione illegale. 

La scelta dello Studio Ovale, che rappresenta il luogo più formale che un presidente possa usare per rivolgersi al Paese, non è stata casuale. Trump ha voluto sottolineare la gravità del momento, nella considerazione che quella stanza è stata utilizzata da Harry Truman nel 1947, da John F. Kennedy, per la crisi dei missili con Cuba e da George W. Bush per l’11 settembre.

Usando il solito linguaggio tagliente per catturare la benevolenza del pubblico, il Presidente ha sostenuto che l’immigrazione illegale e la droga che passano attraverso i confini meridionali pongono un seria minaccia alla sicurezza degli americani. “Quanto sangue deve ancora essere versato prima che il Congresso faccia il suo lavoro?

Tuttavia, mentre nei giorni scorsi aveva detto di volerlo fare con atto presidenziale adesso dice di voler cercare una soluzione attraverso il consenso del Congresso, anche se l’idea di ricorrere allo stato di emergenza non è stato del tutto abbandonato visto che il Vice Presidente Mike Pence ha dichiarato che la Casa Bianca sta verificando la sua legalità. 

Ma qualora il Presidente decidesse di appellarsi all’emergenza della sicurezza nazionale, i Democratici e altri che si oppongono al muro hanno già dichiarato di voler ricorrere ad azioni legali.

Proprio per il finanziamento del muro da 18 giorni il governo è parzialmente operativo dovuto allo “shutdown” (chiusura) di diversi uffici, che, secondo un sondaggio della Reuters/Ipsos, il 51% degli americani ritiene sia colpa del Presidente.

Per gli oppositori al muro, tra cui parte degli stessi Repubblicani, il Presidente sta usando la tattica di diffondere paura e false informazioni, addossando agli immigrati afro-americani e ispanici l’incremento della criminalità. Secondo questi, infatti, Trump sta creando una crisi, in realtà inesistente, pur di attuare ciò che ha promesso in campagna elettorale, quando aveva sostenuto che il muro doveva essere finanziato dal governo messicano, che però  rifiutò categoricamente tale ipotesi.

In merito al muro, Trump ha sostenuto che “per i Democratici il muro dovrebbe essere in acciaio e non in muratura”. In risposta Nancy Pelosi, speaker del Congresso, ha sottolineato invece che non si tratta del tipo di materiale ma della lunghezza del muro il cui costo finale potrebbe ammontare ad oltre 24 miliardi di dollari. I democratici in realtà vorrebbero una mix di barriera, peraltro già esiste per molta parte dei confini, e l’uso di materiale altamente tecnologico, e questo ridurrebbe di molto i costi che graverebbero sulle tasche dei cittadini.

Il capo dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, ha chiesto la fine dello shutdown e la prosecuzione del dibattito. “Il simbolo dell’America dovrebbe essere la Statua della Libertà, non un muro, perciò il nostro suggerimento è di riaprire gli uffici del governo e lavorare per risolvere le differenze sulla sicurezza ai confini”.

 

di Vito Di Ventura    

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