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Parkinson: il ballo sardo come terapia

By   /   30 novembre 2018  /   Commenti disabilitati su Parkinson: il ballo sardo come terapia

E’ possibile che ballare migliori i sintomi della malattia di Parkinson? Sembra proprio di si. Ciò è quanto è emerso dalla studio scientifico condotto da un’equipe integrata del Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università di Cagliari dal titolo: «Sardinian Folk Dance for Individuals with Parkinson’s Disease: A Randomized Controlled Pilot Trial». Non solo riabilitazione e farmaci, che rimangono comunque la base per un corretto intervento terapeutico, ma anche tre mesi continuativi di “Su Ballu Tundu”, sono in grado di migliorare la mobilità funzionale, l’equilibrio, la capacità di esercizio e la qualità di vita dei pazienti. La danza tradizionale sarda che ha profonde radici storiche e culturali fa bene e migliora il quadro generale aumentando la lunghezza del passo e la forza degli arti inferiori dei pazienti studiati. Anche la depressione, l’apatia e i disturbi di natura cognitiva presenti in tali pazienti tendono a migliorare proprio per la coordinazione motoria e il senso di gruppo che il ballo impone. I principali autori della ricerca, Luca Cugusi e Paolo Solla hanno condotto lo studio su venti pazienti sardi di entrambi i sessi con diagnosi di malattia di Parkinson da circa 5 anni e ha avuto una durata complessiva di quasi due anni. Nella ricerca coordinata dal professor Giuseppe Mercuro vi è stato il coinvolgimento dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia dell’AOU di Cagliari diretta dal professor Giovanni De Fazio, dei bioingegneri delle Università di Cagliari (Danilo Pani) e Sassari (Andrea Cereatti), dell’esperto e maestro di ballo sardo Emanuele Garau e dell’Associazione Team Kayak Sardegna. La Fondazione Sardegna ha finanziato lo studio che è in pubblicazione sulla rivista scientifica statunitense “Journal of Alternative and Complementary Medicine”. Il ballo, che già si sapeva far bene all’umore, può da oggi essere considerato a tutti gli effetti una risorsa ed una delle scelte integrative per chi deve affrontare delle terapie di natura riabilitativo-motorie.

Maurizio Lupardini

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