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La Corte Suprema pakistana assolve Asia Bibi

By   /   31 ottobre 2018  /   Commenti disabilitati su La Corte Suprema pakistana assolve Asia Bibi

Un caso internazionale che si trascina da circa 10 anni, da quando la giovane madre, Asia Bibi, di religione cristiana, in carcere dal 2010, è stata con accusata di blasfemia e condannata a morte per impiccagione.

La storia è in breve riassunta: Asia aveva offerto da bere ad alcune donne musulmane che rifiutarono in quanto, essendo lei cristiana, aveva inquinato l’acqua. Inoltre, su di lei pendeva anche l’accusa di avere profanato il nome del Profeta Maometto durante un colloquio con amici musulmani.

La corte nella sua sentenza ha citato il “, dicendo che Asia Bibi sembrava aver ricevuto “più peccati contro che aver peccato”. Come nella tragedia shakespeariana la storia è piena di indicibile crudeltà dell’uomo contro i propri simili e di azioni orribili e apparentemente insensate, motivate principalmente da una cieca volontà di esercitare il potere.

Anche se ci fosse un po’ di verità nelle accuse mosse in questo caso contro l’appellante, le evidenti contraddizioni nelle prove del processo mostrano chiaramente che la verità in questo caso era stata mescolata con tante falsità”, così recita un passo della sentenza.

Esulta la comunità americana di “Open Doors”, un’organizzazione che protegge le minoranze cristiane nel mondo. Il presidente David Curry ha così commentato: “Queste accuse derivavano dalla sua identità cristiana e da false accuse contro di lei…Speriamo che il Pakistan ora faccia ulteriori passi a favore della libertà religiosa e dei diritti umani fondamentali in tutto il paese”.

Di contro, il movimento islamico Tehreek-e Labbaik aveva già fatto sapere che avrebbe organizzato manifestazioni qualora Asia Bibi fosse rilasciata, e infatti le proteste sono già scoppiate a Islamabad e Lahore subito dopo la lettura della sentenza. I dimostranti hanno bloccato l’autostrada di Lahore e le strade che portano a Islamabad e Rawalpindi. 

La polizia ha chiesto l’applicazione dell’Articolo 144 del Codice di Procedura Penale, il quale stabilisce che non si possono radunare più di 4 persone – adunata sediziosa di buona memoria. 

Questo caso ha diviso tutta la società pakistana, conservatori contro liberali, anche se molti hanno invece preferito non schierarsi per timore delle conseguenze.Nel 2011, un vecchio politico Salman Taseer è stato ucciso insieme alla sua guardia del corpo per essersi schierato a favore di Bibi e contro le severe leggi sulla blasfemia del paese. Il suo killer, Mumtaz Qadri, si arrese alla polizia e successivamente condannato a morte, divenendo un martire per l’ala dura islamista. Al suo funerale, nel 2016, migliaia di persone invasero Rawalpindi e i media furono oscurati per prevenire ulteriori disordini. Molti leader politici parteciparono ai funerali e inneggiarono al suo coraggio. La sua tomba a Islamabad è diventata meta di pellegrinaggio.

Lo scorso maggio hanno sparato e ferito ad una spalla il Ministro dell’Interno, Ashan Iqbal, e la polizia ha collegato l’incidente al gruppo che nel 2017 organizzò dimostrazioni a favore della pena di morte per Bibi.

Alcuni stati occidentali hanno offerto asilo ad Asia Bibi, ma questo potrebbe esacerbare gli animi degli conservatori islamici e sfociare in violenza. Il , che in campagna elettorale si era schierato a favore della legge sulla blasfemia e di fare del Pakistan uno “stato islamico”, adesso si trova tra l’incudine e il martello, tra chi gli chiede di mantenere fede agli impegni elettorali e chi invece ritiene che debba schierarsi a favore dell’innocenza della donna.

Nel suo libro, pubblicato nel 2012, “Get Me Out of Here” (Portatemi fuori da qui), Asia Bibi ha incluso una lettera alla sua famiglia in cui li esortava a non perdere le speranze e “non perdere coraggio o fede in Gesù Cristo”. Papa Francesco la definì una “martire”.

É una battaglia religiosa ancora tutta da risolvere! 

 

di Vito Di Ventura

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