Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

La Performing Art di Marina Abramović

By   /   28 ottobre 2018  /   Commenti disabilitati su La Performing Art di Marina Abramović

Marina Abramović riesce sempre in un modo o nell’altro a far parlare di sé. Questa volta suo malgrado, essendo stata protagonista a Firenze di un’aggressione da parte di un sedicente “artista” che la ha colpita alla testa con un quadro.

È iniziata quindi in maniera decisamente movimentata la straordinaria retrospettiva organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi dedicata all’artista serba. Una rassegna incentrata per la prima volta a Palazzo Strozzi su una donna contemporanea dopo le riuscite mostre su Ai Weiwei e Bill Viola.

Marina Abramović, nata a Belgrado nel 1946 ma naturalizzata statunitense, è considerata la rivoluzionaria regina della Performing Art. Dopo gli inizi della carriera in cui si cimentò nella pittura figurativa e successivamente in quella astratta, Marina si è poi sempre più specializzata nella sperimentazione delle performance.

Il curatore dell’evento “Marina Abramović. The Cleaner“, Arturo Galansino, ha portato in rassegna i lavori più famosi di Marina avvalendosi di video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e ovviamente la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance. Oltre cento i lavori presentati che spaziano dagli anni Sessanta ai Duemila, raccontati dalla voce dell’artista che ha personalmente registrato l’audioguida.

Parliamo nella circostanza di “riesecuzioni” di performance in quanto le stesse vengono proposte al pubblico a giornate alterne e vedono protagonisti una trentina di performer appositamente selezionati e formati per l’occasione.

Il titolo della mostra, fruibile fino a prossimo 20 gennaio, nasconde per Marina un significato preciso. “Come in una casa: tieni solo quello che ti serve e fai pulizia del passato, della memoria, del destino”; di fatto la “Nonna della Performing Art”, come ama definirsi, ha scelto ciò che più amava “mantenere” e presentare al pubblico fiorentino.

Ecco quindi documentati i primi periodi della sua lunga carriera artistica con opere inedite come “Autoritratto” del 1965 e i dipinti della serie “Truck Accident” (1963) e “Clouds” (1965-1970), in cui vengono rappresentati incidenti stradali piuttosto che composizioni di nuvole.

Ma veniamo alle performance, mezzo espressivo prediletto dall’artista che ha realizzato opere rivoluzionarie per il mondo dell’arte, spesso mettendo alla prova il proprio corpo e le sue potenzialità di espressione con l’intento di esplorare le reazioni degli spettatori di fronte ai propri lavori.

Determinante per la svolta artistica di Marina fu la relazione con l’artista tedesco Ulay. Con lui presero vita celebri performance di coppia che tanto fecero scalpore all’epoca della presentazione. Non si può al riguardo prescindere dalla riesecuzione di “Imponderabilia” (1977) in cui la coppia posò nuda in piedi per novanta minuti costringendo il pubblico a passare in mezzo ai propri corpi.

Tra le molte altre performance, da citare poi “Luminosity” (1977), “Cleaning the Mirror” (1995), “Freeing Series” (1975) e “The House with the Ocean View” (2002) che rievoca la presentazione a New York quando Marina rimase per 12 giorni in silenzio e a digiuno all’interno di una struttura sospesa e collegata a terra da scale i cui pioli erano costituiti da coltelli taglienti.

Negli anni Novanta la guerra in Bosnia ispirò l’opera “Balkan Baroque” (1997) con cui Marina si aggiudicò il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia: in uno scantinato buio l’artista puliva minuziosamente ossa di bovino raschiando via la carne mentre intonava canzoni della tradizione serba.

La rassegna si chiude con l’opera “The Artist is Present” (2010), proiettata su tre pareti, uno dei lavori più famosi della Abramović la quale descrive con le sue stesse parole la propria mission: “Ho sempre voluto lavorare sulle performance e in questi cinquant’anni credo di averla resa una forma di arte veramente riconosciuta. Credo che questo sia il mio speciale contributo”.

Per tutti gli appassionati della Performing Art, l’appuntamento è dunque a Palazzo Strozzi per conoscere da vicino l’attività artistica di una delle personalità più celebri ed allo stesso tempo controverse dell’arte contemporanea, da sempre amante del nostro paese e che nella circostanza ha potuto confrontarsi con l’architettura rinascimentale della splendida location toscana.

di Aurora Portesio

Marina Abramović. The Cleaner
a cura di Arturo Galansino
dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019
Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, Firenze
orari: tutti i giorni ore 10.00 – 20.00; giovedì ore 10.00-23.00

    Print       Email

You might also like...

Naturalmente Courbet

Read More →