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Charles Aznavour: addio al re degli chansonnier

By   /   1 ottobre 2018  /   Commenti disabilitati su Charles Aznavour: addio al re degli chansonnier

Si è spento all’età di 94 anni nella sua casa delle Alpilles nel sud della Francia Charles Aznavour (vero nome Shahnour Vaghinagh Aznavourian). Era il più famoso e acclamato crooner che, nella sua lunghissima carriera, ha incarnato la stella da ammirare, ma impossibile da raggiungere, da parte dei cantanti melodici di ogni parte del mondo. Nato a Parigi il 22 maggio del 1924, la sua famiglia aveva origini armene. Da bambino gli fu diagnosticato un problema alle corde vocali che sarebbe stato la sua fortuna, fornendogli quel caratteristico e unico timbro di voce roco che ha fatto innamorare milioni di persone. Non fu facile per il giovane Aznavour conquistare la fama. In Francia all’inizio della sua carriera fu a malapena accettato con diffidenza a causa delle sue origini straniere. Anche durante il viaggio effettuato nel 1948 in America le cose non andarono meglio. Vuoi per i testi audaci e per certe descrizioni troppo “spinte” per i tempi; vuoi per uno stile di canto espressivo e intimo ma poco ricco di virtuosismi, il pubblico era disorientato da quel piccolo uomo che voleva arrivare all’animo della gente sussurrando le emozioni delle loro vite.

Il primo vero successo, e con lui il riconoscimento mondiale, arrivò all’Olympia di Parigi nel 1956 con la canzone Sur ma vie. Nel 1958 firmò il primo contratto discografico, il debutto al cinema e la scrittura di colonne sonore per il cinema. Nell’arco di 40 anni Aznavour è passato di successo in successo, vendendo più di 300 milioni di dischi. Mantenne sempre quel particolare contatto con il pubblico che lo faceva essere “uno qualunque” pur rimanendo quell’istrione da lui celebrato in una delle sue canzoni più famose (L’Istrione, 1971). Ha sempre cantato l’amore in tutte le su sfaccettature facendo sognare ma il più delle volte riflettere sulla difficoltà di impostare un rapporto di coppia sincero, leale, vero. Sposatosi tre volte era padre di 6 figli. Le sue canzoni sono state utilizzate come colonne sonore di molti film contemporanei come She (colonna sonora di Nothing Hill), Old Fashioned Way (colonna sonora di Eyes wide shut di Stanley Kubrik). In Italia negli anni 70-80 raggiunse il picco del successo con la partecipazione anche a numerosi spettacoli televisivi. La sua ultima rappresentazione in Italia è stata lo scorso anno dove ottenne un incredibile successo di pubblico e critica.

Se ne va uno degli interpreti della musica del 20° secolo che è riuscito, in maniera eccelsa, a mettere d’accordo pubblico e critica grazie ad uno stile classico ma non scontato e ad una voce unica seppur imperfetta.

Ciao Charles continuerai a essere per tutti lo chansonnier di ogni ricordo d’amore.

 

 Maurizio Lupardini

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