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Malattia di Alzheimer: il 21 settembre si celebra la giornata mondiale

By   /   20 Settembre 2018  /   Commenti disabilitati su Malattia di Alzheimer: il 21 settembre si celebra la giornata mondiale

Ricordare a malapena ciò che si è fatto appena qualche minuto prima, avere bisogno di qualcuno per completare le normali attività della vita quotidiana e del tempo libero (es.: accendere il forno, preparare un piatto che si è sempre cucinato, non ricordare le regole del gioco di carte preferito), perdere il senso delle date, delle stagioni e del passare del tempo, non riconoscere più i propri cari: in una parola Alzheimer.

La malattia prende il nome da Alois Alzheimer, medico neurologo tedesco che nel 1907 descrisse i sintomi di quella che sarebbe diventata la più conosciuta forma di demenza progressiva a inizio subdolo, dovuta a una degenerazione del tessuto cerebrale.

Insorge con maggiore frequenza dopo i 65 anni di età e colpisce con maggiore frequenza il sesso femminile. Come le altre forme di demenza comporta un lento e costante decadimento delle funzioni cognitive con particolare alterazione della memoria. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa 35,6 milioni di persone nel mondo soffrono di demenza. Di queste il 60-70 % (stima tra i 21 e i 25 milioni) è affetto da Alzheimer (fonte Ministero della Salute). Anche in Italia i numeri sono impressionanti: secondo l’ISTAT circa 1 milione di italiani è colpito da demenza e i numeri sono destinati a crescere. Di questi 600.000 sono malati di Alzheimer.

A tutt’oggi la conoscenza in materia è ancora scarsa e le speranze di cura per i malati e i loro famigliari sono ancora molto al di là da venire. Per ricordare chi dimentica la propria vita, da 25 anni il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Numerose sono le iniziative che sono state organizzate sul territorio italiano che celebrano la malattia, puntando gli sforzi sul concetto di prevenzione. Riuscire a fare una diagnosi precoce è decisivo per consentire alle persone di accedere, quanto prima, a un trattamento farmacologico che rallenti di 2-3 anni il processo degenerativo e a programmi di riabilitazione e assistenza sociale.

Il Ministero della Salute sottolinea che non esistono strategie specifiche per prevenire l’insorgenza della malattia. Nello stesso tempo numerosi studi hanno dimostrato che è possibile intervenire sui fattori di rischio che possono favorire la demenza. Nello specifico è importante:

  • smettere di fumare;
  • ridurre il consumo di alcol;
  • seguire una dieta sana ed equilibrata;
  • svolgere regolare attività fisica;
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa. 

Maurizio Lupardini

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