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L’Italia maglia nera europea nella percezione della realtà

By   /   1 settembre 2018  /   Commenti disabilitati su L’Italia maglia nera europea nella percezione della realtà

La crisi, la campagna politica perenne e sempre più aspra, i media e i social quotidianamente ci bombardano di informazioni, che in molti casi si rivelano non oggettive, parzialmente vere o del tutto inventate. La domanda che ogni cittadino minimamente interessato alla realtà quotidiana del Paese in cui vive dovrebbe porsi è “Quanto questo tipo di informazioni influiscono sulla percezione della realtà che mi circonda?

Proprio per rispondere a questa domanda l’inglese Ipsos MORI ha elaborato una serie di domande che sottopone ad un migliaio di cittadini, dai 18 ai 65 anni, di 38 nazioni oramai da quattro anni. I risultati per il 2017 sono stati pubblicati nell’indagine Perils of perception. 

Per avere un’idea più chiara sui risultati delle interviste nel nostro Paese, possiamo esaminare alcune delle domande e le loro risposte.

Pensa che il tasso di omicidi nel suo Paese sia più alto, uguale o più basso rispetto al 2000? A questa domanda il 49% degli intervistati ha risposto che gli omicidi siano aumentati, mentre i dati ufficiali parlano di una drastica diminuzione del 39%. La distanza tra la risposta e la realtà indica quanto il problema della sicurezza non sia così grave da giustificare tutta una serie di politiche messe in atto o proposte nel nostro Paese.

Nel quindicennio (2002-2016) successivo all’attacco alle Torri Gemelle, pensa che ci siano stati più, meno o lo stesso numero di morti per terrorismo nel suo Paese, rispetto ai 15 anni precedenti le Torri Gemelle (1985-2000)? Anche in questo caso la maggioranza degli intervistati, il 31%, crede che i morti in Italia causati dal terrorismo siano aumentati, mentre anche in questo caso sono nettamente diminuiti (da 60 nel periodo 1985-2000 a 4 del 2002-2016). 

Su 100 detenuti nel suo Paese, quanti pensa che siano nati in una nazione straniera? La maggioranza delle risposte fornite ha indicato che quasi un detenuto su due sia straniero (48%), mentre in realtà la percentuale corretta è il 34,4%. Anche in questo caso la differenza tra i due dati indica quanto alcuni esponenti politici alimentino la paura del diverso a fini propagandistici, non tenendo in considerazione i dati ufficiali.

Che percentuale di donne e ragazze tra i 15 e 19 anni pensa che diventi madre ogni anno nel suo Paese? A questa domanda, molto interessante dal punto di vista sociale, gli intervistati hanno risposto che il 17% delle ragazze dai 15 ai 19 anni partorisca ogni anno in Italia, mentre nella realtà questa casistica si ferma allo 0,6%. 

Da un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano detto che godono di buona o ottima salute? Anche in questo caso la percezione della salute collettiva risulta più bassa di quello che realmente è. Infatti il 66% delle persone ha dichiarato di godere di buona/ottima salute, mentre per gli intervistati da Ipsos sarebbero solamente il 52%.

Su 100 abitanti nel suo Paese, quanti secondo lei possiedono uno smartphone? Le risposte a questa domanda ci fanno capire quanto la tecnologia sia entrata a far parte della vita quotidiana, tanto da farci credere di non poterne fare più a meno. Infatti per la maggior parte degli intervistati i possessori di smartphone in Italia sarebbero il 91%, quando nella realtà sono solamente il 66%.

Su 100 individui di 13 anni e oltre nel suo Paese, quanti, secondo lei, hanno un profilo Facebook? Anche in questo caso gli intervistati hanno sovrastimato la realtà, facendo registrare che il 76% degli italiani avrebbe un account Facebook, mentre in realtà sono solamente il 46%. 

L’insieme di queste risposte hanno fatto in modo che l’Italia risulti dodicesimo su 38 Stati nell’indice di ignoranza utilizzato da Ipsos a livello globale, dove al primo posto c’è il Sud Africa, con il maggior numero di risposte sbagliate, ed all’ultimo la Svezia, nazione con i cittadini più informati. A livello europeo invece risultiamo i peggiori.

Il quadro che emerge da questo studio è desolante, non solo per i cittadini, che sempre più perdono contatto con la realtà che li circonda rendendosi sempre più incapaci nel distinguere una notizia vera da una falsa, ma anche per i mezzi di informazione, dai giornali, ai TG fino ai social, che sempre di più in nome dell’audience e della politica alimentano falsi miti, enfatizzando gli aspetti negativi della quotidianità facendo leva sui sentimenti delle persone. Infatti i cittadini di tutte le nazioni, ma a maggior ragione in Italia, sembrano essersi rassegnati al peggio, diventando diffidenti rispetto alle notizie positive. Questa tendenza si potrebbe invertire ricostruendo una corretta percezione della realtà partendo da uno dei pochi dati positivi di quest’analisi, cioè che la realtà non è così negativa come ci sembra. 

Per approfondire il tema, i dati dell’analisi o il questionario consultare il sito di Ipsos MORI.

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