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Alla ricerca dello Steampunk perduto

By   /   30 agosto 2018  /   Commenti disabilitati su Alla ricerca dello Steampunk perduto

Intervista a Elettra Dafne Infante

Oggi abbiamo modo di approfondire il tema del genere Steampunk con Elettra Dafne Infante, autrice del saggio: Vapore, ingranaggi e sogni meccanici. Lo Steampunk e i Nuovi Vittoriani.

Cos’è lo Steampunk?

Bisogna partire da una precisazione. Cioè come catalogare questo genere: Si parla spesso di proto Steampunk identificandolo con le opere di Wells e Verne mentre invece  nel mio saggio considero questi scrittori, autori di fantascienza e prendo in considerazione come proto Steampunk un libro di Mark Twain anche se è un autore americano, ma ne spiego le motivazioni soffermandomi sulle varie fasi, e illustro anche un collegamento con un suo racconto meno famoso, A Connecticut Yankee in King Arthur’s Court , che pochi prendono in considerazione quando si parla della saga di Ritorno al Futuro.

Comunque sono tante le scuole di pensiero su chi e cosa abbia ispirato questo genere letterario, io ho cercato di proporre la mia attraverso una ricerca sia del periodo storico che degli scrittori che lo hanno affrontato, approfondendo alcune delle loro opere più importanti, ma anche i disagi propri dell’epoca vittoriana -come della nostra- nonché attraverso l’analisi di alcuni temi presenti in libri e film come quelli contemporanei che spesso sfociano nella distopia, o pellicole come The PrestigeHugo Cabret ambientati in quell’epoca.

Sicuramente gli elementi che caratterizzano questo genere sono il trionfo della meccanica e l’ambientazione Vittoriana, le invenzioni, il vapore, gli ingranaggi che portano anche a una certa estetica del movimento, gli automi, e, non meno importante, la possibilità di incontrare personaggi realmente vissuti all’interno di una storia che presenta un finale alternativo rispetto a quella che abbiamo studiato. È un mondo che rappresenta la libertà assoluta, il trionfo della fantasia muovendosi su una base reale. 

Quindi se volessimo dare una definizione: Una tendenza letteraria che trae ispirazione dalla Londra del 19esimo secolo, in cui la Rivoluzione industriale è un momento fondamentale.

Tutto nasce da una domanda: What if? Cosa sarebbe successo se… questa è la grande domanda dello Steampunk ed il suo elemento chiave.

Ma è giusto dire che lo Steampunk sia un sotto genere della fantascienza?

Secondo me no. Credo che lo Steampunk sia un tema a se stante. Sono due mondi che viaggiano in maniera parallela. Lo steampunk è il trionfo della meccanica e non dell’elettronica come invece è per la fantascienza. Pensa al viaggio del tempo ad esempio: riprendiamo “Ritorno al futuro”; nella famosa scena dell’almanacco viene preso dal futuro questo libro di risultati sportivi per riportarlo nel presente per fare soldi, per avere un vantaggio. Al contrario l’approccio dello Steampunk al viaggio del tempo è Retro futurista. Si va nel passato con la consapevolezza dell’oggi.  

Quindi sono due approcci opposti tra Steampunk e fantascienza?

Certamente. Sotto molti aspetti. Basti pensare agli aspetti  tecnologici, ma anche quelli umani, lo Steampunk si interroga su alcune questioni, non le vuole anticipare come la fantascienza.  Da una parte ci sono le astronavi, da una parte le macchine volanti. Oppure i treni, che rappresentano la rivoluzione industriale. Il mio vuole essere un approccio nuovo allo studio dello Steampunk anche perché in passato si è voluto accorpare questi due generi per la voglia di “catalogare” qualcosa che è poco catalogabile. 

Parliamo di ambientazioni: La Londra Vittoriana. Come influisce su questo genere letterario?

La Londra Vittoriana è un elemento chiave del genere Steampunk. Nel mio saggio faccio un excursus storico sociale molto approfondito in cui spiego il passaggio dai lumi a gas all’elettricità e tutto quello che ha comportato dal punto di vista sociale. La nascita di tanti  eventi come quelli di Jack Lo squartatore che ancora oggi sono protagonisti di tanti libri e fumetti. Il mio studio su Londra è stato molto approfondito, sono andata in giro per la città a fare riprese e ricerche proprio per non lasciare nulla al caso.

Sbaglio o l’ambientazione Vittoriana, a prescindere dallo Steampunk, è molto in voga? Specialmente nelle serie Tv.

Non sbagli! In effetti c’è un intero capitolo dedicato al Vittoriano nelle serie Tv.

Ad esempio White chappel. Con una prima serie dedicata a Jack lo squartatore. Poi Penny Dreadfull e tante altre serie come quelle dedicate al personaggio di Conan Doyle ovvero Sherlock ed Elementary (anche se in quest’ultimo si perde l’elemento della  Londra Vittoriana) che riprendono questa ambientazione.

E il cinema?

Un intero capitolo è dedicato al cinema. Con un dettaglio su Hugo Cabret con particolare attenzione al passaggio che c’è stato dal romanzo al film. Sempre in questo capitolo parlo in maniera approfondita anche di  The Prestige che vede, tra le altre cose,  come personaggio del film uno dei protagonisti chiave dello Steampunk ovvero Nikola Tesla.  

Secondo te perché è nato questo genere?

È il trionfo della fantasia! È nato perché fa riferimento ad un’epoca affascinante. Basti pensare alla figura della regina Victoria.  È un’epoca in continuo fermento, con una regina progressista che porterà tanti cambiamenti, ad esempio il Crystal Palace che  ospiterà la prima esposizione universale. Parliamo di svolte epocali. C’è anche la parte oscura di questa epoca come i poveri di White Chappel… quindi un grande contrasto tra progresso e povertà. Luce ed oscurità, è proprio questo che lo rende un periodo storico affascinante.

In Italia il genere Steampunk è ancora di nicchia. Cosa ne pensi?

In Italia se ne parla ancora poco. All’estero si è sviluppato di più la cultura legata a  questo genere. Però non dobbiamo perdere la speranza, il fenomeno Steampunk in Italia è in crescita e ci sono svariati autori che stanno cercando di portare questo genere, per ora di nicchia, ad essere una parte importante del mercato editoriale nostrano.

Vapore, ingranaggi e sogni meccanici. Lo Steampunk e i Nuovi Vittoriani. Nero Press edizioni 13,00

di Ruffino Renato Umberto

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