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Lesina e San Primiano: quando la tradizione incontra la fede

By   /   27 Agosto 2018  /   Commenti disabilitati su Lesina e San Primiano: quando la tradizione incontra la fede

Ogni luogo ha la sua storia e le sue tradizioni. Il futuro passa attraverso la conservazione della memoria storica di un paese, corsi e ricorsi di un passato che è importante non dimenticare. E ogni città conserva così un incredibile patrimonio fatto spesso anche di fede e devozione, tramandate gelosamente attraverso le generazioni. È proprio quello che succede a Lesina, dove i festeggiamenti solenni per il Santo Patrono della città scandiscono il ritmo di tradizioni profonde.

Il culto di San Primiano qui ha origini antichissime e ancora oggi i festeggiamenti in suo onore, nel mese di maggio, diventano un appuntamento imperdibile per grandi e piccini. Tutta la comunità si raccoglie “col vestito buono” in un momento di devozione e preghiera per celebrare nel culto del santo il senso stesso dell’appartenenza alla comunità lesinese. Motivo di incontro e scambio culturale, radicato nel territorio e sentito nel profondo dai suoi abitanti.

L’aria di festa si respira a pieni polmoni semplicemente passeggiando per le strade del paese, tra la gente indaffarata nei preparativi. Tutta la città è vestita a festa per l’occasione, nastrini e fiocchi rossi e blu decorano ogni angolo e sui balconi troneggia l’immagine del Santo. È Don Luca a raccontami lo stretto legame tra fede e laguna. La festa inizia l’ultima domenica di aprile quando, con una piccola processione, l’effigie di San Primiano viene portata nella chiesa madre. È nella Cattedrale infatti, la Chiesa della SS. Annunziata, che si svolgono i festeggiamenti solenni. L’eco in realtà risuona molto più a lungo, ma le festività vere e proprie si hanno nei giorni 14, 15 e 16 maggio. Non per storia ma per tradizione è proprio il 15 maggio che viene celebrato il martirio di San Primiano. Così tutta la giornata ruota attorno all’incredibile processione che ogni anno vede la statua del Santo portata a spalla con devozione attraverso le vie del paese. Un percorso che si snoda per circa 11 chilometri e che si allunga ogni anno seguendo la crescita cittadina. Un cammino di preghiera che muove l’intero paese come un fiume in piena e che vede ancora oggi molti fedeli a piedi scalzi. A partire dalle autorità cittadine e fino ai bambini delle scuole tutti, indistintamente, partecipano con trasporto e dedizione. Ma non finisce qui.

L’ultima domenica di maggio, infatti, la statua di San Primiano rientra nella sua chiesetta e per l’occasione la processione segue un percorso diverso, un percorso che coinvolge direttamente la laguna. Il simulacro è posto con maestria su due sandali, le imbarcazioni tipiche, che procedono in parallelo attraversando il lago a cui il Santo offre così la sua benedizione. È una benedizione per la stagione di pesca ma anche per la natura stessa e per il paese intero, in segno di protezione contro pericoli e intemperie. La devozione dell’intero paese al suo patrono è reale e in questi momenti si tocca con mano. Tra applausi e coriandoli colorati la festa si chiude con l’entusiasmo tipico della gente che qui vive questi momenti davvero con il cuore.

Un’emozione forte scolpita negli splendidi colori del tramonto.

di Marta Parcesepe

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