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Sensibilità chimica multipla (MCS): conosciamola per aiutare

By   /   18 Agosto 2018  /   Commenti disabilitati su Sensibilità chimica multipla (MCS): conosciamola per aiutare

“Ogni cosa è fonte di paura…la stretta di mano ad un amico, la fila per entrare al cinema, passare vicino ad un negozio di profumi, essere invitati ad una festa…tutto”, questa è la situazione vissuta da milioni di persone in tutto il mondo che sono affette dalla Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (Multiple Chimical Sensitivity – MCS), malattia considerata rara, nota anche con il nome di Ipersensibilità ambientale.

E’ più frequente nelle donne che negli uomini con un rapporto di 3:1 e il picco d’insorgenza si ha tra i 30 e i 50 anni d’età. Per chi ne è affetto ogni luogo diviene ostile; anche la propria abitazione. Qualsiasi sostanza chimica (profumi, detersivi, diserbanti, lacche, tinture, ecc.) e fonti elettromagnetiche (telefonini, videogiochi, ripetitori di segnale, ecc.) possono generare reazioni abnormi tali da assumere i sintomi fisici dell’intossicazione. I pazienti mostrano un’ipersensibilità all’esposizione, anche a dosaggi minimi, di sostanze chimiche che si trovano in numerosissimi prodotti utilizzati nel quotidiano.

In Italia si stima che vi siano almeno 50 mila persone affette da MCS di cui 5 mila gravi. La MCS può essere causa di numerose patologie a carattere cronico e disabilitanti che incidono sul funzionamento di apparati e sistemi dell’organismo umano tra cui: l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, il sistema muscolo-scheletrico, quello digerente, quello renale, quello endocrino-metabolico, quello immunologico e quello neurologico. La malattia ha un andamento cronico e nell’arco di qualche anno i sintomi, senza un’adeguata diagnosi e sostegno, tendono ad aumentare in intensità ed a coinvolgere l’intera persona con risvolti a dir proco drammatici anche a livello psicologico con ansia e depressione. I sintomi di natura psicologica vengono oggi letti come epifenomeni di uno stato di perenne paura dove ogni cosa può mettere a serio rischio la propria salute. I sintomi fisici più comuni comprendono manifestazioni allergiche con difficoltà respiratorie (asma, rino-congiuntiviti) e sintomi dermatologici (dermatiti), cefalea, affaticamento immotivato, nausea, diarrea, dolore di natura articolare e muscolare, disturbi del ritmo cardiaco, vertigini, difficoltà di concentrazione e convulsioni.

Nei bambini è frequente la presenza di occhiaie scure, con arrossamento del viso e delle orecchie ed il riscontro di problematiche comportamentali e difficoltà scolastiche legate ad iperattività e alterazioni delle facoltà attentive e mnesiche. Le manifestazioni possono aversi subito dopo l’esposizioni alle sostanze chimiche ovvero dopo qualche giorno e durare anche per diverse settimane con alternanza dell’intensità delle manifestazioni. A rendere ancor più difficile la situazione di questi pazienti è la difficoltà della diagnosi. La MCS inizialmente era considerata come una patologia a prevalente componente psicosomatica. Si è visto che non è cosi. Numerose ricerche stanno orientandosi per un’ipotesi genetica della malattia: un sistema enzimatico alterato è bloccato dagli elementi chimici esterni impedendone, di fatto, la loro eliminazione. L’accumulo prolungato nel tempo di tali sostanze diviene tossico per l’organismo che risponde, quale segno d’intossicazione, con una poliedricità di sintomi fisici e psichici. Per migliorare la qualità di vita di questi pazienti occorre innanzitutto essere seguiti da personale specializzato in tale ambito che conosca i protocolli internazionali sperimentati ed approvati dalla maggiori organizzazioni che sono a fianco dei malati di MCS e seguire alcune regole redatte dalla Chemical Sensitivity Foundation che prevedono una riduzione/evitamento all’esposizione delle  sostanze chimiche, la scrupolosa attenzione ad assumere cibi esenti da additivi chimici e integratori non di sintesi.

In Italia la situazione è molto difficile per i pazienti e i loro famigliari. Ciò è dovuto all’esiguo numero di figure sanitarie esperte nel settore e agli elevati costi di gestione degli interventi per la disintossicazione (unità ospedaliere adeguate, saune, massoterapie, ecc., maschere di ossigeno in ceramica e purificatori d’aria per la casa o per il posto di lavoro). La MCS è considerata una malattia “rara” ma ricordiamo sempre che dietro ad ognuna di esse vi è una persona ed i suoi cari che soffrono non in maniera “rara” bensì quotidiana se non prestiamo loro una costante attenzione e l’adeguato supporto socio-sanitario e relazionale. 

Maurizio Lupardini

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