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I simbolici scatti d’artista di Man Ray

By   /   5 agosto 2018  /   Commenti disabilitati su I simbolici scatti d’artista di Man Ray

Certamente Man Ray (1890-1976) è da annoverarsi tra gli artisti eccellenti e maggiormente innovativi del XX secolo. Egli fu pittore, fotografo, grafico, cineasta ed altro ancora, ma verrà ricordato principalmente per la sua abilità nell’elevare la fotografia ad arte vera.

Statunitense di Filadelfia seppur di origini russe, fu un instancabile sperimentatore, capace di reinventare ogni cosa. Con lui la fotografia venne trasformata da semplicistica registrazione di una immagine in una vera e propria “immagine simbolica” carica di significati ed allo stesso tempo intrisa di enigmaticità.

A ricordarci e documentarci tutto ciò ecco la rassegna “Man Ray. Wonderful visions” promossa dai Musei Civici di San Gimignano e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Marconi. Location della mostra, visitabile sino al prossimo 7 ottobre, è la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” situata nel bellissimo comune toscano.

Protagonista Man Ray, con oltre cento sue opere che ne ripercorrono il percorso di grande fotografo ed inventore. Da ricordare in particolare la sua rielaborazione dei “readymades” dell’amico Marcel Duchamp, da lui trasformati in veri “oggetti d’affezione“. È il curatore dell’evento Elio Grazioli a chiarirci che l’affezione è ciò che crea il mistero, un sentimento segreto che rappresenta una nuova dimensione della fotografia la quale ultima viene ad assumere un funzionamento simbolico.

In tutti i suoi classici soggetti, ritratti, autoritratti, still life, nudi e composizioni, ma anche fotografie pubblicitarie piuttosto che di moda, Man Ray ha sempre saputo attribuire ai soggetti via via rappresentati un senso proprio. Basti pensare al “rayograph“, sua geniale intuizione del 1922, ottenuta in camera oscura mettendo degli oggetti su carta vergine a mollo. Questa sperimentazione gli consentì di ottenere immagini tridimensionali deformi su sfondo nero.

Tra le opere presentate in ordine cronologico lungo il percorso della kermesse alcuni scatti celebri. Da non perdere “Marcel Duchamp déguisé en Rrose Sélavy” (1921), “Retour à la raison” (1923), “Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926), “Autoportrait” (1931) nonché la copia fotostatica dell’opera “The Fifty Faces of Juliet” (1941-1954).

La sintesi migliore per capire a fondo le sperimentazioni di Man Ray è racchiusa forse nelle sue stesse parole: “Ho tentato di cogliere le visioni che il crepuscolo o la luce troppo viva, o la loro fugacità, o la lentezza del nostro apparato oculare sottraggono ai nostri sensi…La natura non crea opere d’arte. Siamo noi umani grazie alla nostra peculiare capacità d’interpretazione – che è ciò che ci rende umani – a vedere in essa l’arte”.

Una visita in terra senese è sempre una scelta saggia alla ricerca del contatto con paesaggio, natura, storia ed arte culinaria. In questa occasione il richiamo consueto si arricchisce ulteriormente della possibilità di visionare in mostra a San Gimignano le geniali opere del maestro Emmanuel Radnitzky, nome nativo di Man Ray, grande artista contemporaneo che si colloca per la sua cifra tra il Dadaismo e il Surrealismo.

di Aurora Portesio

Man Ray. Wonderful visions
a cura di Elio Grazioli
dal 7 aprile al 7 ottobre 2018
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”, Via Folgore 11, San Gimignano (SI)
orari: sino al 30 settembre ore 10,00-19,30; dal 1 ottobre ore 11,00-17,30

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