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Calcio: Arrivederci in Qatar 2022… speriamo

By   /   20 luglio 2018  /   Commenti disabilitati su Calcio: Arrivederci in Qatar 2022… speriamo

Calato il sipario sul campionato del mondo di calcio “Russia 2018”, con la vittoria della Francia, ci si prepara al prossimo che avverrà in Qatar nel 2022.

Da anni la capitale Doha e tutto il Qatar si sta preparando per ospitare al meglio questo importantissimo evento sportivo, il più seguito in tutto il mondo. Ho avuto modo di visitare Doha e le opere che stanno costruendo sono grandiose e all’avanguardia!

Tuttavia, mi sembra doveroso fare alcune osservazioni. 

Sono ancora davanti ai nostri occhi le scene di felicità dentro e fuori gli stati da parte di fans che, da ogni parte del mondo, hanno voluto sostenere la loro nazionale. Quasi tutti loro stringevano nelle mani un bicchiere di birra, con cui brindavano alle fortune della propria squadra. Nel giro di pochi giorni si sono consumate tutte le scorte di birra esistenti a Mosca e i rifornimenti sono entrati in crisi.

La prima domanda che ci si pone è quindi: sarà possibile vedere le stesse scene in Qatar, paese musulmano, dove le bevande alcoliche sono proibite?

È uno scontro culturale non di poco conto, considerato che quelli del 2022 saranno i primi campionati di calcio del mondo in Medio Oriente e, in particolare, nel piccolo stato del Golfo, Qatar.

A questi aspetti “frivoli” se volgiamo, si aggiungono quelli diplomatici alla luce dei recenti avvenimenti internazionali che hanno visto coinvolto proprio il Qatar, isolato e accusato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto di sostenere gruppi terroristici vicini all’Iran. 

Il caso è scoppiato l’estate scorsa, nel 2017, con l’applicazione dell’embargo da parte dei succitati 4 Paesi al Qatar, la cui “colpa” sembra più essere il suo legame con l’Iran che non il finanziamento occulto dei terroristi. Questo legame naturalmente è osteggiato in primis dall’Arabia Saudita, impegnata nella guerra in Yemen a combattere gli Houthi sostenuti dall’Iran. 

In base a questa crisi diplomatica, l’Arabia Saudita, gli Emirati e il Bahrein hanno vietato ai propri cittadini di recarsi in Qatar. questo naturalmente si ripercuoterà sull’affluenza prevista e, quindi, sugli introiti che dovrebbero compensare le spese finora sostenute. 

Ma anche la guerra commerciale dei diritti televisivi non è di poco conto visto che beIN Sports, la sezione sportiva di beIN Media Group (Qatar), fino al 2014 controllata di Al Jazeera, è quella che ha i diritti televisivi e trasmette in Medio Oriente e Nord Africa, la Champions League, l’Europa League, i campionati europei più importanti e, soprattutto, ha trasmesso i Mondiali in Russia. 

Trasmissioni criptate in Arabia Saudita, ma che la piattaforma saudita BeoutQ, con atto di pirateria ha rubato il segnale dei qatarini e trasmesso illegalmente le partite di Russia 2018.

A questo punto è intervenuta la Fifa che, dopo aver cercato di restarne fuori, a luglio ha annunciato di preparare un’azione legale contro la piattaforma saudita BeoutQ.

Come se non bastasse, a tutta questa situazione si aggiunge il fatto che il campionato mondiale di calcio in Qatar 2022 dovrebbe svolgersi in novembre-dicembre, comportando la chiusura dei campionati nazionali, delle coppe europee e della Champions, con gravissimo danno economico per tutte le squadre europee.

Insomma, il prossimo campionato mondiale di calcio si annuncia già ben caldo, anzi bollente, non solo per le condizioni climatiche, ma soprattutto per le problematiche che in questi quattro anni dovranno necessariamente trovare una soluzione.

 

di Vito Di Ventura

 

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