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Turchia: finito lo stato di emergenza

By   /   19 luglio 2018  /   Commenti disabilitati su Turchia: finito lo stato di emergenza

Alla mezzanotte di ieri è ufficialmente terminato lo stato di emergenza, in vigore da 2 anni a seguito al fallito colpo di stato del luglio 2016 che provocò la morte di 250 persone e oltre 3 mila feriti. Sarà sostituito da una serie di leggi che regolamenteranno e stroncheranno sul nascere qualsiasi forma di terrorismo. In pratica, come disse Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, ovvero tutto cambia per non cambiare niente.

Questo atto rientra nelle promesse fatte del Presidente Recep Tayyip Erdogan durante la campagna elettorale dello scorso giugno, terminata con la sua vittoria e il rinnovo per altri 7 anni alla presidenza della Turchia, ormai Repubblica Presidenziale.

Lo stato di emergenza dette ordine alle purghe contro i sostenitori di Fethullah Gulen, ritenuto la mente del colpo di stato, nonostante fosse in esilio negli Stati Uniti. Oltre 3 mila sostenitori sono stati tradotti in carcere e la sua organizzazione FETO (Fethullahist Terrorist Organization) è stata dichiarata fuorilegge.

Da allora il governo ha imprigionato oltre 160 mila persone, licenziato altrettanti impiegati del pubblico impiego, accademici e giudici, messo al bando numerose organizzazioni, sequestrate aziende e limitata l’indipendenza giudiziaria.

Erdogan è stato accusato di aver usato il fallito colpo di stato come pretesto per annullare tutte le forme di dissenso. Argomento che il governo turco ha sempre negato, ribadendo che le misure erano necessarie per mantenere la sicurezza nazionale ed eliminare i terroristi infiltrati negli apparati statali.

La cessazione dello stato di emergenza non significa la fine contro coloro che siano sospettati di terrorismo, come appunto i seguaci di Gulen e i filo-curdi. Le nuove leggi, che avranno vigore per i prossimi 3 anni, consentiranno ai governi locali, prefetture e polizia, maggiori poteri nel decidere di rimuovere gli impiegati sospettati di agire contro l’ordine pubblico o di essere dei terroristi. Sarà regolamentata, in senso restrittivo, anche ogni forma di manifestazione.

Naturalmente, con la cessazione dello stato di emergenza, il governo turco, la cui maggioranza  è  nelle mani dei parlamentari del partito di Erdogan (AKP) e dagli alleati nazionalisti del HMP, spera che le relazioni interne ed esterne, in particolare con l’Occidente, si normalizzino.

 

di Vito Di Ventura

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