Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Attualità  >  Current Article

Caso Reggeni: ancora promesse di collaborazione

By   /   18 Luglio 2018  /   Commenti disabilitati su Caso Reggeni: ancora promesse di collaborazione

Il Presidente Egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, incontrando al Cairo il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha rimarcato la forte volontà di fare piena luce e giustizia sul caso di Giulio Reggeni, sottolineando la piena collaborazione tra le autorità italiane e quelle egiziane.

Come è noto, Giulio Reggeni scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016, e il suo corpo fu ritrovato 9 giorni dopo alla periferia della città, nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani, mezzo nudo e con evidenti segni di tortura.

Il tragico incidente avvenne durante le manifestazioni e gli incidenti scoppiati nella capitale, in piazza Tahir,  e nelle maggiori città egiziane, in occasione del quinto anniversario della caduta del caduta dell’ex Presidente Hosni Mubarak, avvenuta nel 2011.

Alcune settimane dopo, la polizia egiziana ammise di aver ucciso 5 persone durante uno scontro a fuoco e ritrovarono lo zaino di Giulio, con dentro il passaporto e la carta d’identità di studente di dottorato dell’Università di Cambridge, nell’appartamento di uno dei manifestanti.

Le giustificazioni della polizia egiziana non hanno mai convinto gli inquirenti italiani che invece ritengono un loro diretto coinvolgimento, anche se questi hanno sempre negato.  

Il caso Reggeni provocò forti tensioni tra il Cairo e Roma, tanto che nel 2016 fu richiamato in patria l’ambasciatore italiano, ma anche la Comunità Internazionale si mosse: Amnesty International lanciò una campagna “Verità per Giulio Reggini” e anche il Parlamento Europeo approvò una risoluzione che condannò la tortura e l’uccisione di Giulio e le violazioni dei diritti umani del governo di al-Sisi.

Dalle analisi delle immagini delle telecamere interne ed esterne alla metropolitana, dove il Reggeni, secondo la versione della polizia egiziana, sarebbe scomparso, gli inquirenti italiani hanno recentemente scoperto delle discrepanze, mancano alcuni fotogrammi, e del giovane Guido non v’è traccia.

Secondo il Presidente al-Sisi si tratterebbe di una “cospirazione” per cercare di rovinare le relazioni tra Italia ed Egitto. Fatto sta che dopo quasi 3 anni, tra promesse varie e colpi di scena, non è stata ancora fatta luce sul caso. 

Resterà lettera morta anche la richiesta del neo Ministro dell’Interno Italiano? Continueremo a chiedere verità a parole o il governo farà passi più decisi e, se necessario, forti per costringere gli egiziani a svuotare il sacco?

 

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Troppa TV fa male!

Read More →