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L’incanto di Lesina, natura e cultura in equilibrio sulla laguna

By   /   11 luglio 2018  /   No Comments

E così sono tornata a Lesina… e sono felice, perché a Lesina mi sento davvero come a casa. Ogni viaggiatore parte seguendo passioni e predisposizioni personali e qui io ho trovato davvero tutto quello che si può desiderare: Lesina è natura, cultura, enogastronomia ma anche divertimento e tranquillità allo stesso momento. Colori intensi e paesaggi senza tempo… come non innamorarsene perdutamente? 

Le meraviglie del Gargano non sono un segreto, tutta la Puglia è uno spettacolo, ma è nella zona dei Laghi di Puglia che io ho davvero lasciato un pezzettino di cuore. Un posto lontano dal turismo rumoroso in cui quelle che si vivono sono esperienze autentiche. 

E così inizia un’altra avventura, ed eccomi qui, pronta a riscoprire tutte le meraviglie di una terra che mi ha già conquistata ma che riesce a stupirmi ancora una volta. 

Al mio arrivo è la pioggia darmi il benvenuto, ma non mi lascio intristire, la laguna è bellissima anche così e poi è il calore delle persone qui che fa splendere il sole dei miei pensieri. 

Lesina nasce e cresce sulle sponde del suo lago e oggi il waterfront è parte integrante dell’esistenza cittadina, sia per chi abita qui che per i turisti. Locali per tutti i gusti, accomunati da un’incredibile attenzione per i dettagli, un parco scultoreo con vere e proprie opere d’arte disseminate lungo tutta la passeggiata e un sito archeologico senza eguali, quello di San Clemente, le cui stratificazioni iniziano con gli insediamenti palafitticoli della seconda età del bronzo per arrivare ai monasteri benedettini, passando per epoca romana. Proprio San Clemente, immerso nelle acque quiete della laguna, si raggiunge con una passeggiata a pelo d’acqua, attraversando quello che negli ultimi anni è diventato il simbolo della città: una passerella di legno che offre scorci suggestivi per foto da cartolina. Adagiato sulle sponde del lago, il paese, visto da qui, ha qualcosa di magico. 

Spostandoci, di poco, verso il cuore della città, dall’alto dei suoi 6 metri s.l.m. Lesina appare come un piccolo borgo incantato, con le case colorate che si stagliano sul bianco marmo lastricato delle sue strade. Nel mese di maggio, quando il paese si stringe attorno alla devozione per suo santo patrono, in ogni angolo, su ogni balcone e ad ogni cancello trionfano nastrini rossi e blu in onore di San Primiano. Ma questa è un’altra storia.  

Tornando alla laguna non si può non menzionare il CNR-ISMAR e l’incredibile lavoro che svolge. Ho la possibilità di parlare con il responsabile Raffaele D’Adamo che mi spiega come l’istituto si occupa dell’ecosistema lagunare operando sul campo a livello di analisi e ricerca scientifica. Un lavoro importante per la verifica costante dello stato di salute della laguna e il mantenimento della biodiversità e utile, allo stesso tempo, per la promozione turistica del territorio. 

Si punta l’accento sui prodotti di nicchia tipici dell’ambiente lagunare. La salicornia per dirne una, pianta tipica dell’ambiente salmastro che qui viene raccolta e conservata in tutte le case secondo la ricetta di famiglia, posso garantire che si tratta di un sapore assolutamente da provare! Fiore all’occhiello dei prodotti della laguna la bottarga, elemento di spicco della tradizione culinaria lesinese, è di mugil cephalus, forse meno conosciuta dai profani ma di gran lunga più pregiata di quella di tonno. Regina incontrastata da queste parti resta però sempre lei, l’anguilla, e ad oggi l’impegno è nella mediazione tra salvaguardia della specie e conservazione della tradizione. 

Per ora mi fermo qui ma c’è tanto altro da raccontare: natura, tradizioni, enogastronomia, eccellenze locali e tanto altro ancora… ne vedremo delle belle!

di Marta Parcesepe

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