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La Brigata Ebraica in Italia nella Seconda Guerra Mondiale

By   /   8 giugno 2018  /   Commenti disabilitati su La Brigata Ebraica in Italia nella Seconda Guerra Mondiale

Ieri presso l’Aula magna della Caserma “Santa Barbara” di Sabaudia, sede del Comando Artiglieria Controaerei, si è tenuta la conferenza avente come tema “La Brigata ebraica” e il suo ruolo durante la guerra di liberazione in Italia promossa dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni – Centro Nazionale di Ricerche Storiche.  

In un’aula gremita in ogni ordine di posti da personale militare in servizio e in congedo, il Comandante, Generale di Brigata Antonello Messenio Zanitti, ha salutato e ringraziato i relatori, lo storico e scrittore Pino Pelloni e la Dott.ssa Luciana Ascarelli, testimone dei fatti.

Si tratta, come ha ricordato lo stesso Comandante, di un evento purtroppo poco conosciuto, se non dagli addetti al lavoro, gli storici, la cui rivisitazione, oltre ad accrescere le personali conoscenze, serve soprattutto a soffermarci su quegli eventi, pur lontani da quelli odierni, per guardare al futuro con un ottica di riconciliazione e di pace.

La Brigata ebraica o Jewish Infantry Brigade Group, inquadrata X Corpo dell’VIII Armata Britannica, comandata dal Generale Richard McCreery, era composta da ebrei provenienti dalla Palestina ebraica, quella che sarebbe poi diventata l’odierna Israele, all’epoca sotto amministrazione britannica, per mandato della Società delle Nazioni. 

Dopo aver superato le iniziali remore del governo britannico guidato da Winston Churchill, la Brigata fu costituita il 20 settembre 1944 su 3 Battaglioni di fanteria, 1 Rgt. di artiglieria, 1 Rgt. di genieri e da altre unità ausiliari, per un totale di 5.500 unità. Il comando fu affidato al Brigadier Generale canadese Ernest Frank Benjamin, un ufficiale di religione ebraica. 

Dopo un primo addestramento nei pressi di Alessandria d’Egitto, la Brigata venne inviata nel novembre 1944 sul fronte italiano. Sbarcata a Taranto, giunse a Fiuggi, in Ciociaria, dove ricevettero un ulteriore addestramento. Entrò in linea il 3 marzo 1945, ed il 3 aprile 1945 a Brisighella (Appennino tosco-romagnolo) fu consegnata alla Brigata la propria bandiera azzurro-bianco-azzurro con la stella di David al centro. 

Con tali insegne la Brigata combatté a fianco di unità italiane e polacche, prendendo parte ai combattimenti di Alfonsine (19 e 20 marzo 1945), poi, al fianco del Gruppo di combattimento “Friuli”, contro la IV Divisione Paracadutisti del Reich. Il 9 e 10 aprile 1945 partecipò alla “Battaglia dei tre fiumi” assieme alle forze alleate, con le quali fu protagonista dello sfondamento della Linea Gotica. 

Nel corso del ciclo operativo in Italia, tra il 3 marzo ed il 25 aprile 1945, la Brigata Ebraica ebbe 42 morti e 70 feriti. I suoi caduti sono tumulati al cimitero di Piangipane (frazione di Ravenna). Dalla sua costituzione è nato l’odierno Esercito israeliano.

A corredo degli avvenimenti storici, la Dottoressa Luciana Ascardelli, nipote di Giorgio Ascarelli fondatore del Napoli calcio, ha ripercorso le vicende della sua famiglia ebrea costretta a un lungo e difficile girovagare per sfuggire alla cattura dei tedeschi dopo l’occupazione nazista di Roma (1943) e dopo la consegna forzata di 50 chili d’oro da parte della Comunità ebraica. Seguendo tratturi, tra sofferenze, freddo e fame, la famiglia giunse in Abruzzo grazie all’aiuto del Royal Canadian Engenier. Dopo le nevicate dei mesi invernali, la famiglia raggiunse Bari, dove si stabilì fino alla liberazione di Roma, ai primi di giugno del 1945, ove potè finalmente rientrare.

Sulla Seconda Guerra Mondiale molto è stato scritto ma molto resta da scrivere, soprattutto, attraverso le memorie e le testimonianze orali di civili e veterani. Ognuno ha vissuto la propria guerra che da patrimonio personale può diventare patrimonio comune. Così accanto alla verità ufficiale si affianca quella privata, a comporre il difficile puzzle della Storia. 

 

di Vito Di Ventura

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