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Nucleare Iraniano: La fine dell’Alleanza Atlantica?

By   /   10 maggio 2018  /   No Comments

Donald TrumpPer la prima volta nella storia l’Europa si dissocia dagli USA. Lo fa apertamente sulla questione del nucleare iraniano, per anni dibattuta e che nel 2015 trovò finalmente l’accordo tra i 5 paesi (USA, UK, Cina, Francia, Russia e Germania) e l’Iran. Accordo dal quale, ora il presidente americano, Donald Trump, in linea con la sua linea politica, ha dichiarato di volersi ritirare e di voler applicare all’Iran nuove sanzioni, minacciando sanzioni anche contro chi mantiene rapporti di affari con Teheran.

Secondo Trump l’accordo firmato da Barack Obama non include il programma dei missili balistici e non prevede come si svilupperà il programmata nucleare dopo il 2025, anno in cui scadrà l’attuale accordo, né il ruolo dell’Iran nel conflitto nello Yemen e in Siria.

Per l’Agenzia internazionale dell’Onu per l’energia atomica (AIEA) l’Iran sta rispettando “gli impegni relativi al nucleare” e che Teheran è “sottoposta al più rigido regime di verifica nucleare al mondo”. Posizione sostenuta anche dall’Unione Europea, attraverso l’Alto rappresentante per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

La reazione delle principali cancellerie europee è stata unanime e contraria alla decisione americana. Per il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, l’accordo “resta vitale” per la sicurezza della Gran Bretagna e gli Stati Uniti non dovrebbero ostacolare chi vuole farlo funzionare. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito “grave” la decisione di Trump e ha assicurato che anche Francia e Gran Bretagna “faranno di tutto” affinché l’Iran non lasci l’intesa, Per il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le DrianL’accordo non è morto. C’è la fuoriuscita dell’America ma l’accordo c’è ancora“.

La Cina ha espresso rammarico per la decisone di Trump e come la Russia ritiene necessario trovare soluzioni per salvaguardare l’accordo. L’unica a chiedere la revisione dell’accordo è stata la Lega Araba, che riflettendo le posizioni dell’Arabia Saudita acerrima nemica dell’Iran, si dice esasperata dalle politiche “destabilizzanti” dell’Iran nella regione.

La decisione americana solleva il rischio di riacutizzare il conflitto nel Medio Oriente, e pone a rischio anche, la diplomazia e gli interessi economici dell’Unione Europea, oltre all’incertezza del mercato petrolifero, i cui prezzi hanno già subito un rialzo del 2%.

La decisone di Trump ha dato forza ai sostenitori della linea dura e intransigente, oppositori della politica moderata di Rouhani che aveva basato proprio sull’accordo nucleare e sull’eliminazione delle sanzioni il miglioramento della qualità della vita degli iraniani e, quindi, il suo successo politico. Le scene della bandiera americana e dell’accordo bruciati in parlamento iraniano dagli oppositori ne sono la dimostrazione.

A queste manifestazioni hanno fatto seguito le parole di condanna della guida Suprema l’Ayatollah Ali Khamenei, sostenitore della linea dura, che da sempre ha manifestato la sua contrarietà a concedere fiducia agli americani.

La politica dell’“America First” di Trump ha già prodotto il ritiro dagli accordi di Parigi sul clima, i dazi sull’importazione dell’acciaio e dell’alluminio e una guerra commerciale con la Cina, ed ora , con il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano, ha provocato un altro solco nelle relazioni diplomatiche ed economiche con i paesi europei firmatari dell’accordo con l’Iran. Sarà questo l’inizio della fine del Patto Atlantico?

 

di Vito Di Ventura

 

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