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Un secolo di storia visto con gli occhi dei ragazzi

By   /   25 aprile 2018  /   Commenti disabilitati su Un secolo di storia visto con gli occhi dei ragazzi

9788868306489_0_0_300_75Un secolo di storia visto con gli occhi dei ragazzi. Lo ripercorre Roberto Bertoni nel suo libro “Protagonisti sempre” (Imprimatur). L’autore ha guardato al tempo e al mondo attraverso gli occhi dei giovani ripercorrendo le storie di quelli che hanno vissuto gli ultimi cento anni. Ha avvertito la necessità di scrivere questo saggio partendo dall’attualità dei giovani jihadisti che “mettono a ferro e fuoco le nostre città, attentando alla nostra sicurezza e provano a modificare per sempre il nostro modo di vivere, fino ad arrivare ai ragazzi del ’99 chiamati alle armi nel corso della prima guerra mondiale morti combattendo nelle sanguinose battaglie che caratterizzarono il biennio fra il 1917 e il 1918”. Sono i figli dell’Isonzo e del Carso, della Bainsizza e del Tagliamento e delle trincee del Piave. Per i giovani che sono nati un secolo dopo la trincea “si chiama disoccupazione ed emarginazione sociale”. Bertoni racconta quindi i giovani fascisti e i giovani nazisti della gioventù italiana del littorio e della Hitler jugend ma anche i franchisti della Falange che diedero avvio alla guerra civile. Ci ricorda Piero Gobetti, morto a 24 anni per le percosse ricevute dai fascisti, Gramsci, i partigiani, i repubblichini di salò ed i ragazzi della rosa bianca che sfidarono Hitler. Non poteva ovviamente mancare in questa ricostruzione storica anche un capitolo dedicato ai padri costituenti, alcuni dei quali avevano meno di trent’anni. Poi è la volta dei giovani nell’Italia del boom economico, dei ribelli dell’università di Berkeley, dei ragazzi che manifestarono contro la guerra nel Vietnam, dei protagonisti di Woodstock, dei sessantottini. Trova spazio nel saggio anche una parte dedicata al ruolo dei giovani nel terrorismo rosso e nero degli anni 70. Ma ci sono anche gli yuppies, i figli di Maastricht, i millennials. Un libro che racconta storie, vite, episodi di coraggio. Tra la pagine troviamo la vicenda della staffetta partigiana Irma Bandiera e la triste fine di Giacomo Ulivi ma anche gli slanci di generosità di Salvo D’Acquisto e dei martiri di Fiesole. Insomma un percorso corposo che offre spunti interessanti e svela curiosità di molte delle quali probabilmente la maggior parte di noi non era a conoscenza. Un testo consigliato ai giovani perché di loro coetanei che hanno vissuto lo scorso secolo si parla ed è un secolo che non è poi così lontano. Un saggio che però è suggerito anche agli adulti che nello scorso secolo sono nati e che, con ogni probabilità, hanno vissuto in prima persona parte degli anni ripercorsi e narrati. Il libro lancia anche un messaggio di speranza che è tutto racchiuso nella citazione di Beniamino Andreatta che l’autore ha voluto inserire in apertura di libro: “Bisogna credere nei giovani, dare loro fiducia perché dai giovani c’è sempre qualcosa da imparare. I giovani ti cambiano, ti rendono migliore”.

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