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Turner power: libertà ed espressività al Chiostro del Bramante

By   /   18 aprile 2018  /   Commenti disabilitati su Turner power: libertà ed espressività al Chiostro del Bramante

turnerÈ un tuffo nel passato.

È come tornare ai tempi dell’Università, quando per arrivare a Roma sembravano esistere soltanto treni su cui si viaggiava schiacciati come sardine. Ne è passata di acqua sotto i ponti ma la situazione è la stessa e tornare con la mente a quegli anni è un attimo. Sarà che anche la compagnia di oggi è fatta di amiche di quei tempi e torno subito indietro a quei momenti! Ma è sabato mattina e il nostro progetto di oggi non è certo un’impersonale aula universitaria, si va al Chiostro del Bramante per la mostra di Turner.

Roma è sempre bella, anche solo passeggiare per le sue strade mi apre il cuore. È storia, arte e cultura ad ogni angolo… e poi oggi c’è il sole e la città letteralmente risplende! Non ci vuole molto per arrivare a destinazione e in un attimo sono catturata dai colori freschi e trasparenti di un artista la cui maestria supera le barriere del tempo. Sono gli acquerelli a conferirgli la fama ma qui in mostra non ci sono le sue opere da copertina. Conosciuta come “Turner Bequest” questa è la collezione privata dell’artista, espressione del suo lato più intimo e riservato. Essere qui è come riuscire ad osservarlo mentre dipinge. In mostra i suoi schizzi, gli studi, gli acquerelli, i disegni e anche una sezione di olii, molte delle opere sono incompiute, espressione del suo lavoro in divenire. Tantissimi i ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi. Turner era infatti un grande appassionato di viaggi e così mi è subito simpatico. Dotato di uno spiccato spirito imprenditoriale usa questa passione a suo vantaggio facendosi illustratore delle pagine di diversi diari del suo tempo.

Uomo incoerente e oratore discutibile non riusciva a farsi capire attraverso le parole ma si esprime al meglio con i suoi quadri. E con lui cambia il mondo della pittura, a dispetto di chi impiegava gli acquerelli solo come studi di composizione Turner inserisce nelle sue opere dei veri e propri racconti usando il colore in rapporto alla luce. Anche a me gli acquerelli ricordano i pomeriggi d’infanzia, quando da bambina pasticciavo con colori e pennelli e qui, davanti a questi bellissimi quadri mi rendo conto invece che c’è un mondo da scoprire. Sono l’espressione fisica dell’arte di Turner, l’elemento attraverso cui indaga il rapporto tra luci ed ombre. Mi colpiscono le riproduzioni di Venezia di cui riesce a rendere perfettamente la romantica atmosfera.

Con gli anni il suo stile cambia e verso la fine della carriera il suo approccio si fa più libero e audace tanto che anche la produzione tardiva risulta innovativa, fresca e contemporanea. Raggiunge la fama in vita influenzando le generazioni successive a partire da Monet e fino ai giorni nostri rivelandosi uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. L’Italia ha profondamente influenzato la sua vita e la sua pittura, Turner la vede come culla di tutta la civiltà occidentale. Era affascinato da cultura, tradizioni e paesaggi esattamente come lo sono io e quindi, in qualche modo, due righe gliele dovevo. 

Per info: www.chiostrodelbramante.it

di Marta Parcesepe

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