Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

Importante restauro a Firenze grazie a Friends of Florence

By   /   5 Aprile 2018  /   Commenti disabilitati su Importante restauro a Firenze grazie a Friends of Florence

Foto Pontormo FI

Il meritorio operato della Fondazione Friends of Florence è ben noto stante l’attività dedicata alla conservazione e valorizzazione dei beni artistico-culturali. Di particolare rilevanza è la recente iniziativa legata al restauro della Cappella Capponi nella chiesa fiorentina di Santa Felicita.

La chiesa di Santa Felicita è conosciuta dagli appassionati d’arte in primis per la presenza di rilevanti testimonianze del celebre pittore Jacopo Carucci, detto il Pontormo (Pontorme, 1494 – Firenze 1557).

Figlio d’arte, Pontormo si mise in luce fin da giovane, tanto da essere apprezzato sia dal Vasari che dai celeberrimi Raffaello e Michelangelo. La sua cifra si contraddistinse per l’uso di colori accesi e brillanti, mentre le sue sperimentazioni artistiche toccarono l’apice proprio quando gli vennero commissionate le opere da creare per la chiesa di Santa Felicita. Famosissima è la sua “Deposizione” che qui è ancora conservata.

È presto spiegato dunque l’immediato interesse della Fondazione Friends of Florence a seguire il progetto di restauro di questo sito religioso. L’intervento, altamente specialistico, si è reso possibile attraverso le donazioni raccolte dalla Fondazione da parte di Kathe e John Dyson che, caso abbastanza raro, hanno finanziato non solo i lavori per la Cappella Capponi, bensì l’intero complesso architettonico con tutti i suoi inestimabili tesori artistici.

Sotto la sorveglianza del Dott. Daniele Rapino, già funzionario per la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia, gli interventi di restauro sono stati eseguiti con l’ausilio delle più moderne tecnologie dal restauratore Daniele Rossi, considerato un esperto del Pontormo anche per aver già operato direttamente su altri suoi capolavori negli anni precedenti.

L’ultima fatica è durata circa un anno, dopo l’inizio avvenuto nel marzo 2017. Il risultato è a dir poco strabiliante tanto che i visitatori possono ammirare la nuova luminosità che ha interessato l’intera struttura e il ritorno a nuova vita delle opere del Pontormo, in primis della celebre “Deposizione” in cui figura anche il suo presunto autoritratto. L’opera risplende con i suoi colori azzurri accesi ed i tenui rosati. Stesso discorso vale per l’affresco dell’Annunciazione.

Il restauro ha consentito tra l’altro di meglio evidenziare l’esatta tecnica pittorica usata dal Pontormo nel dar vita al suo capolavoro. La “Deposizione” nasce infatti da un disegno preparatorio su cartone i cui contorni vengono riportati a carboncino sulla tavola, per poi procedere con la coloritura non a olio – come si era sempre pensato – bensì a tempera amalgamata con bianco d’uovo.

L’esecuzione dei delicati interventi ha inoltre dato la possibilità di conoscere la storia delle tecniche costruttive di tutta l’architettura del complesso religioso nonché dell’entità dei danni causati alle varie opere sia dal trascorrere del tempo che dalle pecche dei precedenti lavori di restauro.

Hanno inoltre potuto trovare conferma nella circostanza anche le notizie che ci ha tramandato il Vasari, il quale riferiva che il Brunelleschi, prima di lavorare al suo capolavoro in Santa Maria del Fiore creò proprio nella Cappella della chiesa di Santa Felicita il suo modello di cupola.

La rivisitazione del complesso si è avvalsa nell’occasione dell’esperienza e delle soluzioni illuminotecniche della Erco, azienda tedesca leader a livello internazionale nella valorizzazione ed esaltazione delle opere d’arte attraverso la luce.

La chiesa di Santa Felicita torna più che mai ad essere considerata tra le meraviglie di Firenze da visitare da parte dei tanti turisti ed appassionati d’arte che non vorranno certamente perdere l’occasione di ammirare tra l’altro un capolavoro rinascimentale come la “Deposizione” del Pontormo.

di Aurora Portesio

    Print       Email

You might also like...

A Pisa focus sul Grande Surrealismo

Read More →