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Il calcio italiano: un viaggio senza destinazione

By   /   5 aprile 2018  /   Commenti disabilitati su Il calcio italiano: un viaggio senza destinazione

Ronaldo De Rossi IcardiIl turno infrasettimanale di campionato e l’andata dei quarti di Champions League hanno definitamente sancito quanto il calcio italiano abbia bisogno di trovare la strada per tornare ad essere grande.

Primo indizio a supporto di questa tesi è stato il match giocato a Torino tra Juventus e Real Madrid, partita completamente dominata dagli spagnoli sul piano tattico e tecnico, ma soprattutto psicologico e finito 0 a 3. Infatti molti dei senatori e dei giocatori con maggiore qualità tra le file della Juventus non hanno retto l’impatto con la corazzata madrilena tra tutti Barzagli, Chiellini e Dybala.

Secondo indizio, in ordine cronologico, è stato il derby di Milano. Partita tanto attesa da entrambe le squadre e che avrebbe dovuto avvicinare sempre più l’Inter alla Champions o dare ancora più slancio alla corsa all’Europa che conta per il Milan, in conclusione il pareggio sarebbe stato un risultato inutile ad entrambe. I 90 minuti hanno dimostrato una carenza tecnica evidente e generalizzata, situazione migliorata solo dopo l’ingresso in campo di Borja Valero, che ha regalato fluidità e profondità agli schemi nerazzurri.

Terzo indizio l’altro quarto di Champions League che vedeva in campo il Barcellona contro l’altra italiana, la Roma. Partita a tratti equilibrata e che certamente non rispecchia il risultato finale di 4 a 1 per i padroni di casa. La differenza alla fine l’hanno fatta i due autogol sfortunati di De Rossi e Manolas, l’immancabile foga sportiva di Suarez e qualche svista arbitrale.

Fatto è che i club italiani devono rassegnarsi al cambiamento del calcio globale, dove la concorrenza e la disponibilità economica è aumentata a dismisura. Non sarà più facile trovare ottimi talenti a cifre ragionevoli, come sarà sempre più difficile portare campioni affermati in Italia sia per il costo dei loro cartellini, quanto per gli ingaggi. Ovviamente le strade da percorrere possono essere molteplici, ma è possibile trarre qualche spunto dalla gestione economica e sportiva di Real Madrid e Barcellona. I primi puntano fortissimo sul marketing e gli introiti derivanti, che possono permettere acquisti di alto profilo che li andranno ad alimentare. I secondi puntano ad un’attività di scouting globale di primissimo livello, che garantisce la costruzione di una delle cantere più produttive di sempre e che permette l’impegno delle risorse per pochi ma ottimi acquisti mirati.

Insomma al calcio italiano non resta che scegliere cosa fare da “grande”.

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