Loading...
You are here:  Home  >  Editoriali  >  Current Article

Il populismo: dimmi cos’è!

By   /   3 Aprile 2018  /   Commenti disabilitati su Il populismo: dimmi cos’è!

MAYK-populismNegli ultimi tempi il “populismo è di moda”, l’aggettivo populista è sulla bocca di tutti. Ma il sostantivo “populismo”, cosa mai significa? Certo, se si tiene conto del numero di volte che la parola è stata usata nelle campagne elettorali, si è portati a credere che il populismo sia oggi un “concetto chiave” della politica contemporanea noto apparentemente a tutti.

Probabilmente non è così. Se lo chiede il Professor Marco Tarchi dell’Università di Firenze nel libro “Italia populista – Ed. Il Mulino” dove il suo esame riguarda sia il modo con cui il populismo è entrato nella realtà della nostra repubblica e gli effetti immediati che sta provocando sia le conseguenze nel prossimo futuro”.

Ma come è entrato il populismo nella politica? E’ stata “un’infiltrazione graduale e continua oppure un’immissione massiccia ed improvvisa in coincidenza con il collasso del ceto politico da troppi anni alla guida del Paese?” Ed ancora. “a quale livello si situa questa presunta invasione di elementi populisti nella politica italiana? Si limita a contaminare lo stile dei suoi attori di vertice o influenza anche i valori coltivati dall’opinione pubblica’”.

In una parola, ha preso piede nelle tecniche persuasive proprie della politica ma anche nei cuori e nelle menti della gente, modificando i valori di riferimento della società civile?

Sono domande per le quali ancora nessuno ha elaborato risposte perché non si è riusciti ad identificare i fondamenti del populismo per il quale non esiste ancora una definizione condivisa.

Ma, visto che ha influenza sulla vita quotidiana sociale e politica dei popoli, come definire il “populismo”? Che cos’è? Un epiteto? Un ‘ingiuria, perché sempre più di frequente in politica si usa il termine “populista” per mettere in ombra l’avversario, per ridurne il valore e la reputazione, per evidenziare la ricerca di un facile consenso tra le fasce di cittadini meno consapevoli?Populisti

Una volta consolidata nella loro mente questa concezione populista, è facile impiegarla per convincerli della bontà delle proprie tesi a discapito di quelle del nemico politico non populista.

Con un’analisi più attenta ci si rende conto che “populismo” è forse un concetto difficile da caratterizzare. Non c’è chiarezza e le analisi, da quelle del politologo a quelle del filosofo, fino ad oggi effettuate sono solo riuscite ad affermare che sussistono oggettive difficoltà nella sua definizione. Ciononostante, andando per esclusione si è capito che il populismo non è una ideologia, che non può essere confinato ne esclusivamente attribuito ad un particolare regime politico perché è oggi presente a Destra come a Sinistra indifferentemente, che non si presenta con le stesse caratteristiche in tutti i movimenti ed in tutte le realtà, che viene da molti ritenuto un metodo per imbrogliare la gente ed indurla a scelte elettorali convenienti. “E’ oggi, in definitiva, un’ospite scomodo nelle realtà statuali dove si è radicato, quasi un’ombra che segue l’azione politica e della quale è impossibile liberarsi”.

Non è quindi una ideologia, anche se a volte al populismo si possono riconoscere alcuni elementi caratterizzanti che lo fanno assomigliare appunto ad una ideologia, ma solo assomigliare.

Altri lo vedono come una reazione alle crisi create dalla globalizzazione, una risposta al malessere diffuso tra i popoli per dover subire scelte economiche e sociali non funzionali al bene dei popoli. Quasi un tentativo di giungere ad una diversa organizzazione sociale, ad un ritorno ai valori tradizionali, al recupero della sovranità. Ma qualcuno osserva che le leve del potere sono oramai altrove, non certo nelle mani del popolo. Tant’è!

Ed allora cos’è il populismo? Non può essere un’ideologia, nemmeno uno stile politico. Forse è una mentalità? Un modo di pensare che diffuso tra la gente produce vantaggio politico e consenso per chi lo sa manovrare? Forse!

Quando questi metodi vengono applicati non solo per orientare il voto degli elettori ma anche per indirizzare le scelte politiche dei governi, il pericolo di deviazioni importanti dai prioritari interessi strategici degli Stati può essere grave.

Quando la politica usa questi mezzi – soprattutto se i suoi esponenti hanno la disponibilità di mezzi mediatici moderni di persuasione palese od occulta quali i social network, le piattaforme WEB e la rete in generale – possono verificarsi fenomeni di affiliazione inconsapevole del popolo a derive cosiddette populiste che non sono mai funzionali al bene del popolo ma ad altri fini anche occulti.                                                                                                                                                                                                                         

di Roberto Bernardini

    Print       Email

You might also like...

Il mondo del 2019

Read More →