Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Current Article

Il Museo Egizio: un angolo dell’Antico Egitto nel centro di Torino

By   /   27 Marzo 2018  /   Commenti disabilitati su Il Museo Egizio: un angolo dell’Antico Egitto nel centro di Torino

museo egizioNon si può passare per Torino senza fermarsi al Museo Egizio e io sono partita da casa con l’intenzione di dedicargli tutta l’importanza che merita. Sono dell’idea che ognuno debba avere la possibilità di godere del piacere di un museo a modo suo, senza condizionamenti, ma di questo non si può non raccontare almeno qualcosa, se non altro anche solo l’emozione che si prova semplicemente entrando. È vero, sono una che si emoziona facilmente, ma qui sarebbe impossibile non farlo, storia, arte e archeologia sono dappertutto. “La strada per Tebe e Menfi passa da Torino” così diceva J.F.Champollion, padre dell’egittologia, ed è facile capire perché.

Quello di Torino è il più antico museo di antichità egizie nel mondo, una collezione con migliaia di reperti che unisce la natura antiquaria a quella archeologica. Si capisce subito che alla base dello sviluppo museale ci fu la volontà forte di conoscere questa grande antica civiltà e adesso l’obiettivo è trasmetterne la cultura. È un vero e proprio viaggio nell’Antico Egitto. Mi sembra quasi di entrare nella storia, riesco a sentirne l’odore nelle narici e posso toccare con mano cose che fino ad ora ho soltanto studiato nei libri o visto nei documentari in tv. In tutte le sale le esposizioni sono correlate da fotografie e appunti scritti dagli archeologi durante gli scavi e a me sembra di essere lì con loro, con le mani nella polvere e il cuore nell’antichità.

Una mummia mi accoglie all’inizio del percorso, il primo passo per la vita eterna secondo gli antichi egizi, vederla è impressionante ed emozionante al tempo stesso. Mi sento fortunata, sto facendo un viaggio nel tempo attraverso oltre 4.000 anni e davanti ai miei occhi si apre lo scorcio di quelle che dovevano essere la vita e la morte nell’antico egitto. Papiri, mummie, sarcofagi e statue ma anche oggetti di vita quotidiana, tessuti, complementi d’arredo e persino i cibi nei corredi funerari rimasti intatti attraverso i secoli. La Galleria dei Re è mozzafiato, una scenografia “da oscar”. Secondo gli egizi le statue non erano semplicemente raffigurazione di qualcuno ma erano la personificazione stessa di quel qualcuno, quindi qui è come se mi trovassi in compagnia degli antichi faraoni, e a questo punto del museo, dopo quasi cinque ore tra le sue sale, mi sembra quasi di conoscerli. Prima di uscire faccio un viaggio nello spazio oltre che nel tempo e sono letteralmente dentro l’antico tempio di Ellesiya, trasportato in Italia a seguito della costruzione della diga di Assuan.

Un museo aperto e dinamico, dunque, all’interno di un bellissimo palazzo barocco, grande e suggestivo. Lungo le scale silenziose riesco a concentrarmi ma, allo stesso tempo, perdermi tra queste meraviglie. La civiltà egizia ci affascina da millenni ed è alla base della cultura occidentale, da qui, ora, io riesco anche a portare a casa un pezzetto di questo fascino.

di Marta Parcesepe

← Torino giorno 2

    Print       Email

You might also like...

Covid-19: quali le differenze dall’influenza?

Read More →