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Il Museo del Cinema di Torino: dove i sogni diventano realtà

By   /   23 Marzo 2018  /   Commenti disabilitati su Il Museo del Cinema di Torino: dove i sogni diventano realtà

museo del cinemaÈ il mio secondo giorno a Torino e mi sveglio con un obiettivo preciso: il Museo del Cinema. È tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e poi è all’interno della Mole Antonelliana, come si può venire in città e non perdersi tra le sue meraviglie? Io ci ho passato l’intera mattinata, senza rendermi conto dell’orologio che correva.

C’è tutto, dagli studi sulla luce alla fotografia vera e propria, fino ad arrivare alla grande macchina dei sogni, il cinema, di cui si analizza ogni particolare, dagli elementi tecnici fino a quelli più creativi, senza tralasciarne la storia. Entrando si passa nel “teatro delle ombre” e io torno subito bambina. Ancora sono affascinata da forme e immagini che scorrono sui fondali. Proseguendo lungo il percorso mi accorgo che, esattamente come me, qui con i giochi e gli esperimenti con le lenti, tornano tutti un po’ bambini. L’itinerario all’interno del museo è infatti un percorso interattivo che permette al visitatore di toccare con mano e sperimentare un po’ ovunque. Oltre agli adulti che tornano ai tempi dell’infanzia ci sono anche tanti bambini che proprio non sembrano annoiarsi. Non manca nemmeno il celebre treno dei fratelli Lumière e da qui ancora una volta ha inizio il cinema vero e proprio. Dagli studi alla sceneggiatura, dagli attori al regista, passando per i costumi, i casting e le scenografie, niente viene tralasciato per mostraci il complesso funzionamento di questa macchina incredibile.

La sceneggiatura de “Il Padrino” attira la mia attenzione e su molte di quelle esposte si leggono ancora i commenti e le note a margine scritte direttamente dai registi. Sembra davvero di entrare nel film. Tantissime le foto di attori e registi, veri e propri mostri sacri del passato che mi sembra quasi di conoscere dal vero. E poi tante locandine originali di film di ieri e di oggi. Al centro del complesso, su un percorso a spirale verso l’alto, un viaggio di musica nel sonoro del cinema, da quello muto degli albori fino ai moderni videoclip, passando per il musical.

ascensore panoramicoL’ascensore panoramico al centro della Mole mi porta fin sul tempietto, ad 85 metri d’altezza. Sui tetti c’è ancora la neve e da quassù il panorama è uno spettacolo. Mi dispiace solo per la nebbia che mi nasconde la vista sulle alpi. A questo punto è facile immaginare quanto il mio stomaco stia brontolando. Io e Alessandra, che mi segue paziente nelle mie follie e che sono sicura di aver stressato non poco, andiamo a pranzo nel vecchio quartiere Balon. Di domenica a quest’ora è praticamente deserto ma mi sta subito simpatico con le sue vie e i suoi localini. Da Sapordivino provo il gusto della tradizione piemontese sulla tavola, senza che la mia celiachia sia un limite e con un buon bicchiere di vino, che in questi casi ci sta tutto. Domani altro giro, altra corsa.

di Marta Parcesepe

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